...CONTENTI?

mercoledì 31 luglio 2013

Profumi su misura. "Dear Jicky, ho incontrato un "naso", vorrei un profumo su misura ma la richiesta economica è alta e non so se questa persona meriti i soldi che chiede. [...] Come devo fare"?

"Volpe fuffaiola".

Quando uno ha tutto, può volere il profumo veramente esclusivo (già... "esclusivo" in profumeria meriterebbe un post di 88 mila caratteri)...
I profumi su misura hanno costi alti, che dipendono dalle materie prime impiegate e dal valore del creativo, o sedicente tale.
Un profumo su misura costa in europa dai 2 ai 25 mila euro circa (Guerlain 25, ma la figlia della Iole si accontenterà di 350 euro in nero trattabili)...
Volete regalare soldi a venditori di fuffa (o di fumo che costa molto più di quello che si fuma)? Volete regalare soldi a venditori di fuffa per poi sentirvi dei fessi ambulanti col deo-magic addosso?
Discriminare.
Imparate a CAPIRE chi può fare un profumo di alto livello e chi invece può al massimo portare il vostro cane a fare la pipì nelle giornate peggiori.
Se il profumiere è celebre il valore è anche la celebrità.
Indipendentemente dall'esito di ciascuno dei suoi lavori, un naso celebre in Italia c'è ed è Lorenzo Villoresi.
E' l'unico nome italiano spendibile in Italia e nel mondo con una certa facilità, non è notissimo ma è il più noto di tutti (almeno in Italia)*.
Se Villoresi ti chiede 4000 euro per un profumo su misura creato con te, quanto può chiederti un pinco pallino con sito a gettoni?
E che può dire un parvenu della profumeria?
Un nasino col diplomino (ECCHE)_Cispica o Grasse-land (il parco a tema per turisti della profumeria con l'anello al naso)?

Cerchiamo di rispondere alla domanda di XXXXXXX XXXXXXX:

"Come faccio a sapere se un naso [...] poco noto può creare qualcosa di meritevole oppure no"?

Mescolare gli ingredienti a caso o secondo un manuale è cosa che chiunque può fare senza bisogno di permessi di nessun tipo. Se mescoliamo assoluta di rosa con olio essenziale di legno di cedro e quando ti giri mettiamo una base firmenich o del semplice hedione per smussare i diffetti e aumentare il FUFFA-EFFECT non abbiamo un gran profumo abbiamo la sommatoria stitica degli ingredienti impiegati.

Se copiamo dal manuale una vecchia formula per imitare il fiore d'arancio spacciandotelo per neroli, non abbiamo usato molto cervello abbiamo sfogliato uno strac**** di libro in pdf gratuito in rete...

Quante sberle Che soldi vorresti dare a un profumiere così?

Soldi del Monopoly!?

Allora, proprio non puoi farne a meno, vuoi un profumo su misura ma i soldi sono quelli che sono e vorresti comprare una cosa incontrovertibilmente talentuosa o "artistica".


Quella persona con i bei titoli di Maestro dell'Ordine della Calza Bucata, o Gran Profumiere della Regina delle Rogge, e bla bla bla tra tante fialette e vestiti sgargianti che nemmeno il Mago Mario (risolve ogni problema anche a distanza soddisfatti o rimborsati e chitemmuort')... Quel naso lì, nella zucca ha un cervello da bilancia o ha un tarallo tarlato che saltella nel deserto del nulla?

La simpatia o la ruffianeria (complimenti vari insomma) sono tecniche di persuasione da accattoni che non muoiono nei secoli perché alla gente piace essere ingannata, o per dirlo con parole meno forbite "fottuta" meglio se in rincoglionimento generale o anestesia nasale...

Pochi complimenti, e niente ruote di pavone!

Pretendete al sodo:

A) di fare domande di ogni tipo al sedicente naso, fate domande che vi rendano chiaro il suo livello culturale. Fate domande di tipo filosofico, artistico, medico, scientifico, tranquillamente: sono i vostri soldi e dovete capire chi diavolo è il vostro "artigiano".

B) pretendete una prova grafica su carta da eseguirsi davanti a voi, matita o penna: osservate come tiene la matita come tratteggia il vostro volto o il soggetto da voi indicato: vi piace quello che vedete? Sa fare qualcosa oltre a gettare fumo negli occhi? Cribbio, sono i vostri soldi e potrebbero servirne molti anche, ma DA QUI solo nell'eventualità che il vostro "Naso" superasse l'esame!

Se il sedicente "naso" (la persona) che vi deve fare un profumo è un pinco pallino per l'umanità o un poco più che sconosciuto per gli addetti ai lavori, sappiate premiare nel rapporto personale con questo BOH-NOSE il valore che è nelle cose che può mettere in quello che andrà a fare: se non c'è un livello culturale che vi soddisfi la spia dovrebbe essere di già accesa...
Fase due: verificare creatività e talento ma anche capacità compositive: se non sa disegnare alzatevi e salutate! Nessun profumiere solitario può creare valore se non ha dentro di sé argomenti e l'abilità di tradurre i dati interni ed esterni in segni grafici o olfattivi (che sono la stessa cosa su due livelli di percezione diversi).
Se vostro figlio o nipote disegna meglio, compratevi i materiali e date a lui da fare il vostro profumo, con due ricariche telefoniche avrete il vostro profumo su misura, solo vostro.

Per concludere:

Ad un Naso capace e celebre nel mondo potete evitare di fare tanti test ed esami...

Per tutti gli altri, secondo i nostri criteri di valore e giudizio, sarebbe il caso di usare le attenzioni indicate: verificato il valore umano e culturale del "Naso" (impaziente, di rifilarvi vendervi un profumo molto costoso), passate a valutare le reali capacità di decodifica della realtà e di composizione: dovete essere sicuri di avere davanti un talentuoso creativo e non un borioso cretino: se non avete trovato un buon cervello nel vostro interlocutore di sicuro non avete trovato un buon "Naso"...
Nel dubbio meglio comprare profumi già pronti: vintage, mainstream o nicchia.

* Ci sarebbe anche l'amica di Braccio di Ferro ma a noi pare sopravvalutata; non ci piace e non ce la sentiamo di consigliarla.

BUFALA ESTIVA. Dormire senza truccarsi? La pelle invecchia 10 anni in un mese, e gli asini volano...


Una poveretta (esperta in s********), Anna Pursglove del DailyMail, e alcuni amplificatori di s********.
Un foto SC*** più che SHOCK, e la più totale ignoranza dermatologica e terminologica.
Nessuno invecchia 10 anni in un mese.
La disgraziata ha avuto una reazione di tipo allergico-irritativo ai cosmetici usati e ha pensato bene di fare valutare la situazione non a dei veri medici specialisti ma ad un servizio di imaging 3D...
Quale lo scopo?


La signorotta recensisce prodotti di cosmetica ed altra mercanzia "da abbindolo" per signore e signorine (ma non sono esclusi gli altri generi).
Molte donne non rimuovono il make up (ma non vi rinuncerebbero mai) come spingerle a comprare ed usare abbondantemente gli struccanti (cosa che suggerisce la beniamina delle teste di ***** d'oltremanica)? 
Terrorismo, è quello che hanno fatto.

Eau de Narcisse Bleu. Les Colognes Hermes.

2013

Ne parlava Ellena in Diario di un naso, ma come dire? "molto rumore per nulla".
Hai rotto il ***** con fiumi di parole per rifare Grey Flannel?
All'inizio sa di Spazio Krizia Uomo...
Se l'idea era mandarino blu, vabbè, hai messo linalool su aldeide mandarino...
La polverosità delle cumarine, o forse solo orrinIFF.
Discreto risultato poco o per nulla brillante, pochi sosia: almeno per strada non diranno "bah, è il solito profumo".

1,5-2/5

Spicebomb/Spicebluff Men. Ma ci vuole tanto a capirlo?

2012-2013
Autore della c****** Polge FIGLIO.

...non provatevi a metterlo con questo caldo, vi muoiono addosso i parenti.
Hai cambiato deodorante per l'auto?
Nuoooo, èz el meyo nueovuo parfumelo!
Na mmmmer**!
Chimicume nauseabondo finta vaniglia, 
finta cannella, 
finto zafferano, 
e flacone di *****.
E' One Million, prendi pure l'intense, le piramidi sono le stesse al 90%.
Stessi ingredienti, stessi fornitori.
Stesso gusto Kitsch nella scelta dei flaconi.
Almeno One Million era originale.
La bomba a mano è copiata, dài.
Sconsigliamo l'uno e l'altro.

Voto: Zero (x 2)!!

lunedì 29 luglio 2013

Clinique UN-Happy...



Clinique Happy non ci è mai piaciuto, quando c'era la prima potente formula di Acqua di Giò potevi acquistare Clinique per risparmiare 15 mila lire ma compravi un profumo incomunicabile (in Italia chi lo conosceva e chi lo conosce?) e compravi una idea di agrumi ritrita.
Happy è una idea di agrumi diidromircenolica, è un figlio s**** di Ck One, un parente sciocco di Acqua di Giò.
Sarebbe inesatto parlare di "agrumati", ma visto che Morillas lo fa...
Happy aveva un nome molto stupido, cioè lo ha ancora, perché purtroppo non è stato interrotto.

Ci sono molti profumi che possono mettere addosso felicità, tra i quali non di certo Happy.
Gli acquirenti di Happy sono gli stessi che tengono al mondo Creed: piace gli americani.


Ci vuole la testa di ***** di un americano per consumare profumi AWFUL e per perseverare nell'errore!

Rating: 1/5 
(la fragranza non è immonda ma non capiamo il motivo per il quale una persona con tutto quello che c'è là fuori dovrebbe acquistare questa roba infelice)...
Tuttavia, Clinique deve resistere come brand per un profumo che a noi piace during the winter: Aromatics Elixir (a differenza di Happyquello è un buon profumo).

Timbuktu o m'imbuch'io? Là, lascialo là... L'Artisan. 108 euro per un vetiverino leggerino che è un trionfo di banalità?


-Sei stata all'Acqua e Sapone!
-No.
-Yves Rocher?
-No, è l'Artisan...
Timbuktu (108 euro il 100 ml)!!

Citronellale e alfa isom-ionone fanno tanto 9,90 euro profumetto in saldo estivo...

Come gli altri lartisani non dura una fava, 
un vetiver in stile Guerlain (che anche da stra-riformulato è meglio di questa roba). 
Qui un vetiver acetato, hydroxycitronellalico agrumato (citronellal e limonene) che ammazza tutto il resto (ammesso che vi sia altro di significativo sotto la coltre di v. acetato).
Breve sussulto di mirra.
Fiore esotico di fantasia ylang type (benzyl benzoate).
Frescolino, niente di esotico o niente di africano.
Andiamo a trovare lo zio Olindo.
Perché il finale è in un reparto di lunga-degenza...
Là lo abbiamo regalato (sponsor la JG-GG-Giki-Girl).
Rinfresca e deodora l'aria in modo evanescente: abbiamo pensato che quello fosse il suo posto.
La caposala era contenta: bello vedere giovani in un reparto anziani e in estate.

Voto: 1-2/5 (alla fragranza)
Voto: 0-1/5 (al tema ed al suo svolgimento)

domenica 28 luglio 2013

BREAKDOWN. Luxury, Niche and Mass-Market fragrances, TODAY.


La profumeria contemporanea:

A) IPOCRISIA E MENZOGNA
B) MANCANZA DI CULTURA
C) MANCANZA DI CREATIVITA'
D) MANCANZA DI COMPETENZA TECNICA SPECIFICA
E) AVIDITA'
F) SNOBISMO [luxury (SIC!) or niche fragrances].


Question: Esistono scuole o corsi utili a migliorare sensibilmente il presente ed il futuro della profumeria?

Answer: NO. Poiché buona parte degli inetti che sono in giro vengono dalle scuole a cui potremmo riferirci o tengono in nome di non si sa quale faccia di legno, corsi di profumeria, va da sé che non ci sia niente di buono là fuori per migliorare lo stato delle cose.


PS:
Quanto ai Corsi di Profumeria, PLEASE. Per l'ennesima volta, è tutta mercanzia copiata malamente da Wikipedia: val poco o niente, lasciategliela.


PPS:
Ricordate bene: Guy Robert (per dire un nome di prestigio indiscusso) i suoi segreti se li è portati nella tomba. 4 processi mentali giusti producono milioni di euro, perché mai qualcuno (nella remota eventualità ne conoscesse) dovrebbe s-venderli per poche migliaia di euro?
Con 100 euro, tra i segreti della profumeria, ci puoi fare la carità più che la mancia...

Il LIMITE dei corsi di profumeria è primariamente un LIMITE LOGICO.
Chi sa fa e chi NON sa insegna, per questo NOI abbiamo giurato: non terremo mai singolarmente o come progetto collettivo, corsi di profumeria.
Alto il nostro senso di responsabilità nel grande marasma: c'è moltissimo da fare.

sabato 27 luglio 2013

Vergogne "nicchiose" nella rete. Google, Youtube, Facebook. Attenzione perché quelle recensioni, quei video, quei blog, quei profili... parlano bene di tutto (quello che vendono).



Sembra (faremmo prima a dire "gli è") che la sedicente "nicchia" sia proprio marcia dalla testa ai piedi.
Non si salva nessuno, hanno tutti il negozietto: direttamente o indirettamente sono interessati a...
parlare bene anche della m**** perché devono VENDERVELA!
Attenti a non farvi abbindolare  dalle simpaticone, dai volti innocenti, sono figli (o nipoti)...
Di solito sono figli maschi o femmine di papà (per avere dei soldi senza merito da buttare, serve sempre almeno un daddy), ai quali vengono affidati incarichi o sbrigativamente negozi nuovi di palla, da gestire. I figli di nessuno in quei negozi vanno a fare le pulizie, anche se hanno con facilità più naso dei titolari.
La cosa schifosa è che questi scorrettissimi bimbi-nicchia fingono di essere degli appassionati disinteressati e invece devono vendere quello che hanno in negozio. E quello che hanno in negozio ce lo ha messo il grossista...
E parlano a ben comprendere le parole, come il rappresentante o come il grossista...

Beati quelli che parlano tanto bene di profumi dichiarando "sì beh, ma li vendo"...


E' uno scandalo senza fine.
Niente gossip, solo delusione: credete che noi ci si diverta a scoprire con nome e cognome, tutto di chi si credeva... e invece|!
Scagazzacazzi. Ma che vadano tutti a ramengo (che non è una fiera di settore ma potrebbe esserlo)!
Ma certo che un abbindolato dalla nicchia sincero in giro ci deve essere, e ci sarà, ma è solo un diverso modo di fare pena. La sostanza è che in qualità non ce n'è, e in ********** ce n'è anche troppo...


Sapevamo di essere sinceri, onesti...

Non sapevamo di essere così tanto e schifosamente onesti fino a quando il dossier è stato recentemente ordinato.
Forse questo è davvero il Blog di profumi più sincero e competente sulla faccia della terra.
E quel che si dice, e quel che si vede, è solo la punta...



Le slabo Le slabbro Le babo Le grasse Le magre Le vedove Le lesbo Le fialette Le puoi buttare Le ho già buttate.


I tizi di questo marchio sono edouard roschi (urco càn, andava scritto con le maiuscole?) un ingegnere chimico (WOW, scapezzolate di gioia! di sicuro abbiamo un artista allora)... ex Firmenich ('sti cojòni) e infine L'Oreal dove incontra il suo compagno Fabrice Penot (sai che allegria)...
Nel 2006 s-fondano questo marchio.
Abbandonano L'Oreal per fare gli stessi profumi ma attorno al loro centro egotico, un buco del **** fistolettato di euro taglio 100.
Cambiando l'etichetta e triplicando il prezzo di listino (lo stesso profumo) il prodotto da grande distribuzione diventa di nicchia.
Fanno, per tagliare i fronzoli discorsivi, profumetti tipo yuri keki e graef in pseudo-avon style.
Roba che buttano su tavolini da obitorio: francamente un modo stupidino per ridurre ai minimi termini l'arredo del negozio...
40 fragranze lanciate: non si hanno notizie di morti, ma sono molti i feriti (nel portafogli).
Il duo merdaviglioso collabora con amici (tutti sedicenti "nasi") sempre dipendenti o ex dipendenti dei produttori di aromachemicals, sì dài tutti figli del CARTELLO.
Tra di loro diciamo.
Un'orgia di teste di *****, che mettono in produzione per ogni profumino discreto o buono un mare di profumi da smaltire come rifiuti speciali.
Sentita roba che non dice niente e conferma quello che abbiamo avuto già modo di dire, i tecnici dovrebbero essere sottomessi all'intelligenza di un creativo non cretino e non andare in giro in esibizioni imbarazzanti di vacuità e inconsistenza.
Tuttavia necessiteremmo di un loro profumo...
Un Le Labo da 500 ml.
Il porcellino salvadanaio fermaporte si è rotto il 20 luglio.
(Ne diamo solo oggi la triste notizia urbi et orbi).
Ci servirebbe il flacone da 500 ml, vuoto è meglio: così evitiamo di svuotarlo nel lavandino.
Grazie.


DEI MATERIALI. Osservazioni dal fronte. Per descrivere la profumeria contemporanea occorrono molte parole molto poco forbite.


Troppe molecole di ultima generazione sono un vero disastro.
Il muschio di quercia viene rimpiazzato in modo demenziale.
Castoreum e zibetto similmente vengono sostituiti allo stesso modo, con esiti molto stolti.
Per ogni divieto IFRA i produttori di aromachem. (che come vi abbiamo spiegato è sempre l'IFRA), rilasciano un replacer, un sostituto.
Si sostituisce il naturale ma anche il sintetico.
A tavolino si decide che il timbersilk debba rimpiazzare l'iso e super (ma il vero motivo del rimpiazzo è di tipo economico).
Non ti piace il timbersilk? E a cosa credi che servano quei super-convegni dei produttori con bastone/carota? TI DEVE piacere, TI DEVE!
Ti piace il super Hedione, il CORE. Ti piace il CAS-CALONE!
Hey, ti DEVE piacere, ce ne sono tonnellate pronte, non vorrai mica buttarle via!
Ti appendono sotto un ponte se insisti: ma ecco che ti piacciono, vedi che sei ragionevole.
Ma si producono anche nuove molecole INVOLONTARIAMENTE disgustose.
Ecco una nuova vaniglia (che sa di vomito) o un nuovo pompelmo (che sa di ascelle da lavare), oppure una confusa crema/latte/caramello (che ti fa spingere all'insù lo stomaco in uno sforzo di vomito).
Volevano un amplificatore di effetto e hanno prodotto un odorante che sa di ascelle pezzate di suina vestita ed in estro.
Volevano ricreare l'effetto sperma, e da perfetti imbecilli non ci sono riusciti a comando, ci sono riusciti invece per sbaglio quando volevano creare un potente acquatico.
Immaginiamo dei brainstorming di cerebrolesi, ecco quelli potrebbero fare persino meglio.
Leggi, spendi, annusi, provi e annoti. E poi con ponderata calma esanime esclami: ma chi è il defi****** che crea questa m****?
E' evidente che nei laboratori dove si producono nuovi odoranti lavorino dei ********.
Il problema è ANCHE l'aver puntato tutto sulla chimica e sul calcolo.
Abbiamo potuto osservare la percezione e i gusti di collaboratori ed ex collaboratori delle più grandi ditte di fragranze attivi negli ultimi 10 anni. Ebbene, la cosa che sconcerta è osservare quanto segue:
_non conoscono la realtà dei materiali. Apprezzano la vaniglia in quanto hanno memoria del deodorante nell'auto del babbo, o della torta della mamma alla vanillina, ma non sanno cosa sia la vera vaniglia, e nel loro cervello anche studiata la stessa non saprebbero ancorarla ad alcun ricordo in quanto nati nella miseria della replica della cosa e non della cosa in quanto tale.
_ spesso la loro preparazione è meramente tecnica e chimica ed ignorano principi estetici elementari, e/o di combinazione tra gli elementi. La cultura degli addetti osservati appare estremamente limitata, a livello di un liceale che il liceo non l'ha finito per inettitudine per capirci.
_molte delle persone da noi osservate che lavorano sulle fragranze sono estremamente depresse, frustrate e psichicamente instabili. E' gente che sbatte contro i muri, che impatta contro le vetrate dei laboratori...
_lavorare continuamente sulle stesse molecole chimiche porta gli addetti a sviluppare alterazioni psicologiche solipsistiche e altre deviazioni più o meno depravate: vengono dal settore aromi e portano l'aroma pizza ovunque vadano o dal settore detergenti (si innamorano del detersivo e creano tutta la vita molecole che sono variazioni sul tema Dixan).
Non c'è molta intelligenza in quello che troviamo nei nuovi assortimenti ma in fine di ogni ragionamento questo tipo di industria chiede abilità di calcolo e non capacità pittoriche realistiche o fantastiche.
I dipartimenti che si sono riempiti di defi****** producono materiale defi******.
Ma il peggio deve ancora venire...
Quando si va dal proprio profumiere domestico si pretende che questi sia mite per meglio domarne gli istinti: sappiamo bene che i migliori profumieri per le aziende sono quelli che obbediscono.
Metti questa composizione dentro il prossimo profumo! Ma mi fa s*****! Va bene (se lo ripeti di rompo la bocca) tu fai un profumo con quella, e sbrigati.

Il piccolo profumiere indipendente allora è libero? Non proprio, quando uno è libero sembra incredibile ma vuole essere legato. Così si seguono corsi di profumeria, alcuni dai nomi altisonanti il cui esito sarà OMOLOGAZIONE.
L'industria dovrebbe produrre materiali su richiesta del profumiere, sembrerebbe logico questo no?
E invece cari lettori non è così: il profumiere usa quello che gli mettono nel piatto (che sia poco o del tutto artificiale), come i topi da laboratorio mangiano quello che trovano nella vaschetta, e non c'è invenzione e non c'è ribellione.

Per descrivere la profumeria contemporanea occorrono molte parole molto poco forbite.

(da completare)

venerdì 26 luglio 2013

Questo è un profumiere ritenuto di successo oggi. Osservate bene la foto ed avrete capito perché la profumeria contemporanea fa s*****! E non ci riferiamo agli stivali BDSM sadomaso!


(Fidatevi, è proprio quello che sembra).
Noi sappiamo CHI è that dude. 
E non ne diremo perché non gli riconosciamo proprio nessun merito (anzi!) e ci sta sulle balle seduto, in piedi e coricato, in presenza e in assenza. Non c'è niente da ridere. Ci servono semmai sacchetti per il mal d'aria.
Ma vogliamo aggiungere una considerazione ultima: l'ISIPCA dovrebbe smetterla con le fotocopie!
Più visitiamo i backstage, più entriamo nei dettagli... e meno si ride.

giovedì 25 luglio 2013

Della profumeria. Della tecnica ignorante. Della chimica inutile.




La preparazione in chimica in profumeria oggi è utile come l'imbottitura in peluche dell'asse del water in estate.
Quand'anche fosse utile, di certo non sarebbe indispensabile.
Siamo pieni di tecnici, è questo il guaio. Ci si immagina che il tecnico incarni la precisione, l'esattezza. Ma il tecnico non è un computer e di ca***** ne farà, per tagliare corto, quante l'uomo della strada nel corso della propria vita.
L'utilità -nel far profumi- di competenze in materia chimica è ingannevole.
Oggi ci sono un mare di tecnici, e si vede. Esperti in chimica e biotecnologie hanno invaso i laboratori di produzione di nuove molecole e profumi finiti. E si vede.
Il senso estetico di questa gente imprigionata nella ripetizione di corsi idioti di calcolo e analisi stechiometriche è mediamente inferiore a quello di un quadrupede. Il tecnico in una azienda dovrebbe limitarsi ad essere ciò che è e ciò che sa: dovrebbe svolgere la sua funzione di strumento.
E invece ormai molti di questi partono per la tangente e si inventano "creativi", in realtà nei risultati si dimostrano dei minus habentes, dei deficienti.
Non facciamo nomi: molti dei nomi che non faremo si sono trovati a loro agio nella nicchia. 
Dove i cretini abbondano e la profumeria è un aborto a getto continuo.
E' gente che ascolta la tecno perché fa tanto moderno (o giovane) e la classica perché fa colto (la classica compensa in genere il senso di inferiorità tipico nei laureati in scienza matematiche, chimiche o fisiche).
Ma se in una azienda di profumi metti al vertice un architetto sai già che la Avon ha un piccolo, inutile, nuovo... concorrente.
La tecnica svincolata dall'estetica è antrace in faccia!
Guardate quanta merda disfunzionale costruiscono gli architetti, dovrebbero abolire quei percorsi di studio vacui, pretenziosi e perniciosi.
ARTE, ci si riempiono la bocca...
Dovrebbe significare GENIO, BELLEZZA, e invece si concretizza in quella POR****** che riempie le profumerie...
La tecnica va contenuta nel recinto che le è proprio.
La profumeria si salva solo se cerca il Genio e le capacità interdisciplinari del Genio.
Quello che serve è qualcosa di capace ed eccentrico, di veramente nuovo. Per creare qualcosa di nuovo occorre essere non il frutto della standardizzante scolarizzazione pubblica o privata, ma qualcosa di OLTRE e superiore. 
Volete creare qualcosa di veramente valido? Di "artistico"? 
Scordatevi Grasse-LAND e altri parchi giochi simili, scordatevi ICISPICHE CISPOSICHE, il tecnico di laboratorio costa (o dovrebbe costare e giustamente) quanto la guardia giurata con la terza media.
Imparate ad sfruttare a fondo i 5 sensi (è cosa che ormai nessuno sa fare). Per chi ne ha 6, quei sei.
Noi crediamo che servano anche grandi abilità immaginifiche, e certo anche manuali. Una eccellente abilità nell'uso del colore (anche in tubetto). Conoscenze museali, storiche e persino trascendenti, più che preparazioni tecniche.
Nella profumeria hanno poi tutti la pretesa di fare "Arte", ma tra questi osserviamo solo tecnici ignoranti o ignoranti e stupidi.
Quando va bene c'è sulla cima un titolare su di giri, può essere un imbecille a caso oppure un architetto (ma sempre con moltissimi soldi in tasca, perché altrimenti non fa profumi ma scontrini alla cassa del supermercato) che blatera scemenze: un tombino intasato dalla pioggia che però si crede il mare.
Uno che si circonda di "nasi" e tecnici come sopra descritti...
Alla fine i profumi non si vendono (ma va?), e fanno oggettivamente pena come chi li ha creati.
Il marchio è costato un milioncino di euro, e chiuderlo o tirare a campare in attesa di chissà quali e quanti grulli è sempre averli buttati. 
Ma quali corsi di profumeria (asini per asini)! Il tutto si riassume in una prassi molto semplice.
Compra colori a olio e pennelli in pelo di bue. Olio di trementina e tele. E prima di iniziare prega che il Signore abbia misericordia di te.
L'era informatica ha creato una distorsione percettiva senza precedenti.
Troppa fiducia nel computer e nella rete, ai quali si attribuiscono virtù che non hanno mai avuto.
Soldi ne hai?
Quando parli la gente ti ascolta rapita o si annoia a morte?
A volte i profumi migliori è meglio cercarli e comprarli per sé che pretendere di mettere su bottega e venderli agli altri.



Byredo Bullion, una noia... Unisex (così dicono).


2012

Brandy fruttato su nota prugna (anysil acetato/ethyl cinnamato/datilat) dolce e polveroso.
Non è fiorito, è genericamente arbremagique-izzato dalle solite molecole.
Riportiamo un appunto:
..."vedo Feminitè du Bois tentare un sorpasso azzardato e collassare addosso a In the mood for love di Ferrè: i soccorsi non tardano e riversano sulle lamiere abbondante detersivo Bolt"...
L'osmanto non esiste, il cuoio è un errore in piramide.
La magnolia (sintetica) è quella usata nel Ferrè del 2009.
Osiamo dire che là era meglio collocata, tra meno sterpaglie.
Bullion lunga durata, durata spiacevole, evoluzione anche.
Quando una cosa che sa di mille altre gira così male ti viene il magone, specialmente se hai fatto tanta strada per trovare il trabicolo sul quale devi saperti esprimere con compiuta precisione in un verso o nell'altro.
Simile a moltissimi altri profumi femminili rilasciati negli ultimi 5 anni.
Problema: questo costa senza merito X volte il Ferrè.
Perché comprarlo? Bella domanda...
Appunto, non sappiamo perché qualcuno dovrebbe voler comprare questa roba...

Voto: ZERO-1/5



mercoledì 24 luglio 2013

Dark Purple Montale.

2012

Che s******...
ha omesso di dichiarare nella piramide il suo solito oud blend chimico, ha invece dichiarato TEAK, altro chimicume legnoso, noioso.
E' un "black aoud" avec/con...
Prugna e arancio frutto.
Non è male, ma è sempre la solita roba cosa vuoi dire a questo ossesso?
E' black aoud con prugna e agrume arancio.
Cavolo che fatica intellettuale verniciare la supposta di viola!
300 profumi che sono i soliti 3 cambiati di supposta...

Rating: 2½ su 5


martedì 23 luglio 2013

Secretions Magnifiques di Etat Libre d'O. Più che secrezioni magnifiche un bel FRIGO DA BUTTARE! Review Summer 2013.

...metil laitone, azurone, aldeide c18, resine, cumarine.
Solo Blood Concepts ha mischiato così male gli aromachem. dopo questo profumo col *****.
Nel senso che è decorato con un fallo colorato, vedi scatola.
La questione è che non sa di sangue, non sa di sudore, non sa di sperma.
La nota ozonata data dall'azurone mista al latte ricostruito in modo ridicolo, rendono l'ensemble impossibile da indossare.
Abbiamo esportato questo profumo, cioè lo abbiamo portato in giro, e in base alle descrizioni raccolte abbiamo disegnato questo ritratto: 
è simile all'odore di un frigorifero dove siano stipati latte scaduto e piatti sporchi, con bucce di anguria.
Riportiamo un commento condivisibile registrato ben 3 volte, in sintesi (esclusa qualsivoglia simiglianza con secrezioni umane): "lo sperma è meno terribile di questa robaccia"!

True.

lunedì 22 luglio 2013

Cervello destro e sinistro. The useless stairway for decryption of smell.

La scala che conduce alla decrittazione di un odore ha molti scalini, ma l'olfatto pare salire con la corda direttamente dall'androne.

                                                                                   (Jicky 2.0).

La rapidità del coinvolgimento olfattivo non appare mediata.


Che ruolo ha in questa modalità percettiva il talamo (che in questo caso non funge da filtro)?

Cervello destro e sinistro

Due emisferi


La corteccia cerebrale è divisa in due emisferi dx e sx, collegati dal corpo calloso, che fornisce un "autostrada dell'informazione" tra loro.
Le due metà non sono immagini speculari né contengono funzioni del tutto esclusive. Ciò nonostante, ci sono somiglianze significative. Ogni metà riceve informazioni sensoriali però, stranamente, dal lato opposto del corpo. Così l'occhio destro va al cervello sinistro e viceversa. L'eccezione è il naso: la narice destra va al cervello destro.
Funzioni lateralizzati, invece, si trovano principalmente in un emisfero. L'emisfero dominante per la maggior parte della gente di mano destra questo è l'emisfero sinistro. Per molte persone mancine vi è una inversione, e l'emisfero dominante si trova sulla destra. Quando si parla di 'cervello sinistro', di solito intendiamo la emisfero dominante.
Respirazione attraverso la narice sinistra non interessa quindi l'attività cerebrale corticale sul lato destro, come invece avviene per l'occhio sinistro. Emisfero destro è associato a f(x) emozionali, visive, "femminili" (anche nel maschio).
Mentre l'emisfero sinistro è associato ad attività verbale e logica.
Il naso parrebbe l'eccezione, unico senso che non utilizza il rapporto chiasmico.

Olfactory perceptual learning: the critical role of memory in odor discrimination


Donald A Wilsona, Richard J Stevensonb,
a Department of Zoology, University of Oklahoma, Norman, OK 73019, USA
b Department of Psychology, Macquarie University, Sydney, NSW, Australia
http://dx.doi.org/10.1016/S0149-7634(03)00050-2, How to Cite or Link Using DOI

Abstract
The major problem in olfactory neuroscience is to determine how the brain discriminates one odorant from another. The traditional approach involves identifying how particular features of a chemical stimulus are represented in the olfactory system. However, this perspective is at odds with a growing body of evidence, from both neurobiology and psychology, which places primary emphasis on synthetic processing and experiential factors—perceptual learning—rather than on the structural features of the stimulus as critical for odor discrimination. In the present review of both psychological and sensory physiological data, we argue that the initial odorant feature extraction/analytical processing is not behaviorally/consciously accessible, but rather is a first necessary stage for subsequent cortical synthetic processing which in turn drives olfactory behavior. Cortical synthetic coding reflects an experience-dependent process that allows synthesis of novel co-occurring features, similar to processes used for visual object coding. Thus, we propose that experience and cortical plasticity are not only important for traditional associative olfactory memory (e.g. fear conditioning, maze learning, and delayed-match-to-sample paradigms), but also play a critical, defining role in odor discrimination.

Keywords
Olfactory memory; Perceptual learning; Piriform cortex; Olfactory bulb; Olfactory coding; Odor discrimination; Olfactory psychophysics; Synthetic coding
Figures and tables from this article:


Odorants are hypothesized to be composed of multiple features (B, C, D, E, F) that are each recognized by phenotypically different olfactory receptor neurons (ORN). Contrast between features is enhanced through convergence and lateral interactions in the main olfactory bulb (MOB). Features are bound into odor objects through temporal synchrony and anatomic convergence within the anterior piriform cortex (aPCX) and potentially other cortical structures. (Bottom) Representation of the primary neuroanatomical structures implicated in rodent and human olfaction.
Figure options

Fig. (...) Data adapted from Livermore and Laing, [83] on the ability of olfactory experts and recently trained controls to identify components within an odor mixture (odor analysis). The data demonstrate two important points: (1) experts and non-experts have the same identification ceiling, i.e. analysis breaks down as mixture complexity increases beyond 3–4 components; (2) experts perform better than non-experts below the ceiling, i.e. evidence of a form of olfactory perceptual learning.
Figure options

Fig. (...) On any given inhalation, multiple odorants composed of multiple features will activate olfactory receptors and their central targets. In order to discriminate between odors or detect an odor against a background, perceptual organization (synthesis) of features belonging to the target odor (‘dog’) must occur, similar to what is needed for the visual organization task shown here. In both vision and olfaction, prior experience with the target stimulus enhances recognition of the target stimulus (perceptual learning). This grouping of ‘dog’ odor components, however, will greatly impair identification of individual components within the ‘dog’ odor mixture. Original photo by R.C. James.
Figure options

Fig. (...) The ability of aPCX neurons to discriminate binary mixtures of dissimilar odorants from their components is dependent on the duration of exposure to the mixture. The bottom panel displays an intracellularly recorded aPCX neuron response to a 50 s odorant presentation. The response rapidly changes over the first 10–15 s, and is then largely suppressed for the remainder of the stimulus. Tests of cross-habituation between the binary mixture and its components (top panel) after 10 s of exposure to the mixture reveals similar amounts of self- and cross-habituation, i.e. failure to discriminate. Tests of cross-habituation after 50 s of exposure to the mixture (in different cells and animals) reveals significantly less cross-habituation, i.e. the cell has learned to discriminate between the mixture and its components. Mitral/tufted (M/T) cells however, fail to discriminate between the mixture and its components, consistent with the feature detecting role hypothesized for these odors. From Wilson, [176].

domenica 21 luglio 2013

Happy Birthday Ernest! (Our 737).

Oggi è il compleanno di Ernest (21 luglio 1899).
Tralasciamo in introductione le c****** di piccola profumeria pidonicchiosa di importazione per pubblicare una sequenza di immagini inedite. Dal diario di infanzia (e fino ai 18) tenuto dalla madre e custodito in un caveau negli ultimi 45 anni.









Argomenti che ai dudes di Histr***oires de Parfums non entrerebbero nella crapa nemmeno col martello pneumatico...
That dudes are ancora in tempo per cambiare il nome al loro profumetto (e già che ci sono PURE il profumetto): perché non lo chiamano "Alfonso"?
"Vittorino"? "Asdrubale"? O semplicemente "BOH"?
Perché a loro interessa solo una cosa: vendere.
E finché ci sono c******* che comprano, loro e quelli come loro, vendono.

Gionta:

Lavanda e limone, tabacco assoluta, ambra grigia di capodoglio implementata da ambroxan, piccola hint di muschio di zibetto (tipo "saba", non tagliato e rigorosamente gold quality) rafforzato da animalid polarome, sandalo mysore arrotondato da javanol, con buona dose di castoreum naturale (che vietato non è).
Ecco una cosina concettualmente sensata per 1899, minimamente rispettabile.

Non quella m****! In tutta evidenza la profumeria gira male perché è zeppa di s****** nate direttamente in menopausa, di segaioli minidotati e di impotenti bu****. Cerebralmente parlando ed in parole comprensibili un bel plateu[!] di m****!

[!]: con sign. assimilabile a vassoioun p. di pasticcini.

sabato 20 luglio 2013

Malessere. Histoires de Parfums contro il muro! (Hemingway non era una s****** nel tutù)!


Histoires de Parfums sta per lanciare l'ennesima ciofeca.

Hemingway 1899...

Per tutti i peracottari! (non sarà facile scrivere questo post).

Non ne possiamo più!



Fàcciano i loro ***** di profumetti senza importunare personaggi storici o celebri che giocoforza non possono ribellarsi alle loro iniziative m******!
In generale non apprezziamo chi si tiene a galla nel mondo dei profumi con questi mezzucci vili: molti in profumeria usano il nome di un opera letteraria, di un celebre film, romanzo, opera teatrale, e lo legano alla loro puzza.
Questa è viltà (e opportunismo), non sono omaggi (semmai sono violenze): se vuoi fare un omaggio porti un fiore su una tomba, non cerchi di fare soldi con queste furbate, contando poi sulla dabbenaggine di chi misero ti comprerà il vetro!
Un profumo di valore si fa strada anche senza nome, pensiamo per un attimo a "Y" di YSL o a "M7" o ancora a "NU" sempre di YSL.
Un profumo buono si fa strada tra gli altri senza bisogno di ricorrere a mezzucci come la creazione forzata di associazioni/collegamenti come in questo caso tra una vasta opera letteraria e un liquidino confuso e infelice.
Se hai qualcosa in mano, non hai bisogno di furfanteggiare presso libri che non hai letto o hai letto e non capito!
Furboni! Volpi da impagliare!
Cosa c'entra Hemingway con quella ***** di piramide!
De Sade! Niente di animalico in un profumo a De Sade?! 
Cosa c'entrano essenze indiane col Divino Marchese!?
Ma se a lui piacevano più di ogni altra cosa i buchi del ****, e pure quelli slabbrati che garbano a Ch@ndler!
M@ pòrc^be$ti@! E non sanno nemmeno ****** *** f****!
George Sand, Jules Verne, Casanova (che se vivo fosse li maledirebbe in modo vario e vigoroso) Mata Hari...
Il Divino Marchese De Sade! 
Facciano un profumo con il loro nome, con quello di un loro amico, del loro cane o della v**** della loro ***** z******!
Histoires de Parfums con noi ha chiuso.
Fracasseremo per protesta i nostri flaconi contro il muro questa sera stessa.



Cos'è questa formula?
bergamon, pepe, 
aurantiol, iris, cannella
vaniglia, vetiver, ambra.

Dov'è il tabacco?
Dov'è il rhum?
Dov'è il cuoio!

Vaniglia e ambra per Hemingway (ma..."vuoi che muoro")???

I G N * * * * * * !

Vedete che non ci sono idee, non c'è cultura, non c'è rispetto per la Storia, non c'è intelligenza, non c'è un ***** di niente...

E' la profumeria di nicchia, bellezza!



Tanto non è che noi o voi ci si rimetta... fanno profumetti tanto banalotti che "ce li ho non ce li ho fa lo stesso"...

Loukhoum Keiko Mecheri, donna.


Mandorle, cioè derivati del nitrobenzolo.
Rosa, ci sono molte ricostruzioni, questa dovrebbe essere una Takasago.
Miele cosa vuole dire per voi?
Cera d'api e miele, più o meno hanno un odore costante.
Provi varie assolute e lo sai, provi anche le versioni chimiche...
E capisci che questo miele non ha mai visto alveare.
Vanillina, cashmeran.
E' un chimicone senz'appello.
Non fa schifo, ma sa di marmellata lassativa e caramelle alpenliebe al mou.
E' difficile da indossare, fruttato alla maniera di Poison per via dei damasconi alfa e beta.
Hey, ma a proposito di Poison, cosa dire del plagio del flacone??
E' recente la rivisitazione di Kikko Micceri, mah... fa un poco pena, ammettiamolo.
Esiste una versione Poudrè, che è talco-cumarinica.
Poi c'è una versione Soir che è più intensa. (30 ml 155 euro)...
Ora pagare un profumo che di originale non ha niente di niente, anzi di imitato ha progetto (il Rahat loukhoum turco mandorla miele e rosa) e ora anche il flacone...
Pagare 30 ml 155 euro (cioè 100 ml 516 euro) per una cosa che ricorda le saponette al miele del supermercato (quelle che non ti lavano ma ti pasticciano la pelle, con prugne e pseudo-rosa)...
è deprimente.

Voto depresso, tra ZERO e 2.

Perché la profumeria è in CRISI?




Il fumo si dissolve.
I profumi oggi in produzione sono pessimi 8 volte su 10.

Perché?

-Monopolio più o meno mascherato che rende per es. Kilian (nicchia) socio in affari di Givenchy o Dior (mainstream).
-Crisi economica (pidocchierie legate alla).
-Profumieri cerebrolesi o cretini più che creativi.

Ma oggi ci concentreremo sulle tavolozze dei colori...

Le nuove molecole prodotte non sono una possibilità, non una scelta. 
Sono una imposizione.
L'IFRA è un'altra imposizione.
Il profumiere è un dipendente delle aziende produttrici, cioè viene pagato, coccolato (regalie), aiutato.
Quando deve creare le aziende gli mostrano la situazione, questo deve essere usato.
E lui deve usarlo. E lo usa.
E' un esercizio creativo anche giocare col guano, ma sempre guano è.
Se un piccolo profumiere volesse lavorare libero si troverebbe in imbarazzanti situazioni: materie prime "vecchie" vietate (IFRA) o irreperibili (non più prodotte).
Se una nuova molecola di legno di fico è costata TOT. e il calcolo delle aziende è vendere quel TOT. statene certi che tra profumi, prodotti per la casa e la persona, li venderanno.
E' come se a una mensa scolastica somministrassero cibi disgustosi e i bambini invece di protestare ci si abituassero...

Quando è stato proposto il Birch Leaf, foglia di betulla, si sono avuti subito profumi nuovi, grande distribuzione e nicchia, con lo stesso BL blend.
Il prototipo di profumo viene quasi sempre eseguito dai produttori di aromachemicals o di materiali naturali, il "naso" indipendente o il marchio di abbigliamento, etc, solitamente non crea proprio niente, il profumo arriva pronto, rimane solo da decidere nome e flacone.

Quanto alla crisi economica: il calo di vendite viene contrastato contenendo o abbassando (scontistica) i prezzi, perché la gente capisce solo il prezzo e non la qualità, la forma e non la sostanza.


Poi certo, fumo negli occhi!

Una sigaretta nel mainstream, una catasta di legna nella nicchia.

Sono i secondi a vendere più fumo dei primi...

(Occorrono enormi stronzate fumogene per vendere por****** alla mela verde a 350 euro).



Vanille Noire Yves Rocher, IMM****.


2010
Imm****.
Vanillina villana, e non vaniglia.
Emetico, muschi fastidiosi, plastica.

ZERO, e SOTTO.

:( BAD "Jasmin Rouge" by Tom Ford, for women (altro giro altro regalo)...

Tom Ford, la gatta che aveva fretta...

Post n°95 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da Monsieur_Jicky

Tom Tom Tom, il buon Tom Ford corre, corre troppo e finisce con lo scaraventare prodotti pes**** sul mercato, è il caso di questo Jasmin Rouge, atteso sul mercato italiano nei prossimi mesi, provato in anteprima.
E' leggero, l'assoluta di Sambac (ammesso che non sia un buon replacer) si dissolve troppo presto, e a gelsomini sembra che il vizio di Bvlgari di diluire fino alla 30CH omeopatica abbia sedotto altri raccatta soldi...
E' un profumo deludente e frettoloso, cieco e fantasmatico.
Voto: 1,5/5
2013:
2011

Autore è un certo Rodrigo Flores-Roux.
Bel colore granata il flacone (di plastica).
Profumo molto modesto inside (e realizzato al risparmio tra le altre cose).
Prezzo folle (280 euro il 100 ml).
Zucchetto: Bergamotto, mandarino, cannella, zenzero, cardamomo, impepata di pepe nero e bianco (sì va là). 
Cuore: Gelsomino Sambac (SAMPAQUITA), ginestra, neroli (aurantiol), ylang-ylang, salvia sclarea.
Fondo: Vaniglia messicana (la prima che passava), labdano, cuoio (di tanta min****), legno (che legno?) e note ambranate.


Il gelsomino sambac è al 90% un accordo sintetico, lo stesso usato in Ormond Jane (e Tarzan?) "Sampaquita".
Jasmine Rouge è sorprendentemente dolce, culinario (e culi in aria 280 euro per questa in******).
E' cuoiato? MA DOVE?
E' uno sweet oriental floral, molto plasticoso e sintetico. Intenso ma non come ci si aspetterebbe da un profumo fascia alta.
Tom Ford ha messo la firma su tanti profumi, ma qui la crasi è tra il profumo e la richiesta monetaria, non vale quei soldi nemmeno con l'autografo tuo Tom.
Sembra la versione "intense" di un profumetto Justin Bieber.
La tavolozza dove ha "lavorato" Rodrigo Flores-Roux è la stessa.
Quelli i colori e i materiali, e pure l'assemblaggio maldestro.

Rating: 1,5-2/5