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domenica 31 agosto 2014

Les-Exclusifs-de-Chanel, Bel Respiro.

2007, J.Polge
La bella elegante nota cuoiata del celebre cuoio di russia Chanel, addizionata di note non rotonde, non dolci, ma aromatiche, di treemoss: non ozonate ma green.
Toni floreali bianchi e di campanelle di mughetto in din don dan.
Le similitudini con N°19? sì, ci sono.
Molti precedenti illustri, non brilla quindi per originalità, ma è ben fatto.
Si ritrova a piccoli bocconi, il piacere dei grandi ed insuperabili chypre del passato: abbandonata pare, la terra incerta dei profumi d'azzardo costruiti sulla eccessiva fiducia nei nuovi materiali di sintesi, e ciò è almeno "consolatorio".

Rating: 2-2,5/5

.Chanel Coromandel.


.Chanel N°18.


.Chanel Beige.




Les-Exclusifs-de-Chanel, Coromandel.

2007, J.Polge
Coromandel è stato creato attorno alla nota burro di cacao già impiegata da Polge in Dior Homme, noi non crediamo siano distinguibili padre e figlio, esce tutto dallo stesso lab.
Dicevamo, attorno alla nota burro di cacao o cacao, cremosa e soft, si sono piazzate tutte le note in altezza e profondità che un profumo richiede, le chiamano testa, cuore e fondo. Va bene, siamo stanchi oggi, va bene, quelle cose lì, come le chiamano oggi va bene...
Alzando però, e di molto, il volume a cui di solito si tiene il patchouli (un decolorato terroso) e sviluppando la nota cacao amplificandone gli echi gourmand con benzoino e vanilline; si crea una tensione crociata che strangola le note di testa fiorite tra la corda zozza di fango e la corda impiastricciata di cioccolato bianco. 
Non lo troviamo divertente, non piacevole, non accurato.
Sembra il frutto di una indigestione, un parto infelice.
Una cavo**** così era giusta per gli spagnoli di Comme des Garcons, 
ma cosa c'entra con Chanel?
Niente.

Rating: 1/5

Chanel Les Exclusifs de Chanel N° 18

2007, J. Polge
Ambrettolide e nota viola leggermente irisata/iridata. Reminiscenza di Dior Homme, privato della morbidezza burrosa dell'ireos (o della pasta di cacao/white chocolate che Polge utilizzerà nello stesso anno per Coromandel). Fruity notes, a lot. Slightly floral, Frutta con sottolineatura di fiori finti inanellati, una cintura di plastica colorata. Agrumi brutti, lineari e persistenti, o degli agrumi solo il colore spray, lungo giorni, ancora lì nel drydown. Uno dei pezzi meno intriganti di questa collezione Chanel.

Rating: 1/5

sabato 30 agosto 2014

Jimmy Choo, Man.

2014, NN
Sembra Aventus* dopo un frontale con Bang di Marc Jacobs, le note ozonate sono volate via come un paraurti di plastica, pzzzzzzzzzzzzzzzzz...
E rimane un ambranato profumetto s-fruttato ananasino-ananasico, c**** di ananas, pene dell'inferno.
Appena umido di calone, ambrato della solita base ambroxan iso e super e compagnia cantante. Impepata di pepperwood rosa nero grigio fa lo stesso, poveri taccheggiatori di tester, che po****** che gli tocca mettersi in saccoccia...
Curatevi tutti, son cose brutte da fare, far profumi così brutti...

Rating: ZERO

*che, lo ricordiamo per chi si fosse sintonizzato solo in questo momento, è la copia carbone di un profumo anni '90 dimenticato da tutti. E ricordate che la creedinite si può curare, e che c'è gente che è già guarita ed è tornata a sorridere...

Invictus Paco Rabanne, Stizza e Mestizia (here's the summer test).


Lo abbiamo sbuffato subito, vedi cosa ne dicemmo ormai un anno fa,
che bisogno c'era di diluire con l'alcool denaturato Wings Uomo di Giorgio Beverly Hills 20 anni dopo, mettendolo nell'urna cineraria del gatto?
OGGI, questo melange è il patrimonio di Badedas, Adidas, e tanti altri facitori di prodotti lavanti per il corpo "sportivi". Invictus è un profumo concettualmente vecchio realizzato in povertà di mezzi e giocoforza... di idee.

Abbassiamo il Rating per Invictus: ZERO

giovedì 28 agosto 2014

La Regina del Kitsch. Roja Dove. + Nüwa (Mitsouko) x Roja Dove 2014. (RIVEDUTA)

In fondo si hanno molti soldi (da buttare), secondo un proverbio della nostra terra lontana, per tre vie: "perché si è rubato, perché si è imbrogliato o perché si è ereditato da chi ha rubato e/o imbrogliato"...

La Regina del Kitsch. Roja Dove:



Roja Dove non è un profumiere, speriamo che chi si crede un esperto lo abbia capito, leggendo la parola di Jicky 2.0, sì insomma, leggendo i precedenti post su questo triste tizio.
Ha sempre fatto quello che fa ancora oggi... Anche per Guerlain. Vendere.
Se chiediamo alla gola profonda la risposta è sempre quella, è... „un vendeur”.
Non un commerciante, ma un imbonitore, un bla bla bla. Una immagine espansa, renziana.


Insomma... è un Giorgio Mastrota della profumeria. Una figura che, specialmente nella profumeria di "nicchia", è molto facile incontrare.
E' un uomo anzianotto, o una signorotta d'altri tempi, e ha la mente impressionata dal mito al tramonto o tramontato, di Guerlain.
Che imita spietatamente. 

 Nüwa (Mitsouko) x Roja Dove 2014:


Nuwa è infatti un Chypre che essenzialmente mima ogni tratto di Mitsouko (parliamo della fragranza non del flaconazzo orr****)...

2014, Fir?
Non è un buon profumo, perché non è originale, perché usa chimica cheap (l'ambrocenide su tutte le altre molecole furbastre) in luogo dei materiali prestigiosi che dice di usare e non usa, GC alla mano.
Non è interessante perché non dice nulla di nuovo. E non è un prodotto "prestigioso", perché esageratamente costoso, anzi: è un prodotto imbarazzante... Un capolavoro del cattivo gusto, del kitsch.
Costoso, ma è, anche il prezzo, parte della medesima strategia imbonitrice. 
Abbiamo provato tutto da quell'espositore con luci come fornelli elettrici, e allora? 
Svaravamsbluf! Potacci, si dice dalle nostre parti...
Sovraccaricando spera, lui come i suoi sodali nella mi*chia di nicchia o nella nicchia di mi*chia, di trovare l'effetto... Un odore intenso non è un odore buono, siete mai stati nei ***** di un autogrill? 
Ma ci vogliono davvero clienti ignoranti, grulli, che abbiano magari appena ereditato i famosi soldi esagerati, per comprare questa roba che paghi 1200 e non vale 10 volte di meno. Questo espositore di flaconazzi col tappazzo trash, sono fuori dalla Storia. 
Hanno il valore collezionistico di palloncini gonfi di anonimi rutti di birra.
Onestamente a noi ERANO sembrati, di primo acchito persin "graziosi" i suoi 3 aoud (e non oud, ah ah ah), imitazioni dello stile Amoauge.
1200 euro per 30 ml x 3. Roba che applicata tingeva di marrone... ma sarebbe il male minore se fosse oud, se fosse oud buono... eh, pazienza....
Ma nell'evoluzione di questi 30 ml x 3 ci siamo accorti di quanta chimica dozzinale messa giù alla pene di segugio, ci fosse. E quindi no, nemmeno alle p**** di Amouage arriva la nostra Roja, ma nemmeno in punta di piedi in scarpe da ballerina e col tutù rosa (secondo noi la Roja in casa gira così, ascoltando i Queen)...

Tornando a Nuwa, lo recensiamo perché non abbiamo buttato la mouillette.
 Di qualcosa dovevamo pur scrivere: era uno dei meno brutti.

Il nostro rating: 1-2/5

mercoledì 27 agosto 2014

New. Yves Saint Laurent, Black Opium.

2014, Nathalie Lorson
Nei Sephora di Parigi lo troviamo dappertutto. 
In Italia, almeno noi e satelliti e sentinelle, non l'abbiamo ancora veduto.
Con il nuovo corso di Yves Saint Laurent il timore dovrebbe essere d'obbligo...


Infatti temi la *****ta perché la trovi veramente.
Black Opium è un polveroso elitropin replacer dolce di base cassis (G) titillata alla pera.
Patchoulata e legni del boh e del non so.
Pronto? C'è Cresp?
Crêpe... Suzette? No Olivier! Ah sì...
Tocco di caffé a la Mugler.
Muschi bianchi o trasparenti a manetta e gelsomino non pervenuto.
Ma quale fiore d'arancio d'egitto... Solita base antranilata.

Un dolce fruttato leggerissimamente speziato progetto banale e in linea con il trend fruity non ancora esaurito*. 
Black Opium ha un vantaggio, aumenterà in tutti gli estimatori di buone fragranze la nostalgia per il vecchio Opium, che nella bellezza della versione vintage è molto stimato tra i collezionisti francesi di profumi. 
Ci dicono che l'originale Opium, che per il produttore era e dovrebbe essere un "femminile", al maschile... "spacca"... Ah ah, ma va?
Bien, c'est fini.

Black Opium Rating: 0,5-1/5

*Il drydown è secco e "dégoûtant"...



NEW. Bvlgari Man. IN BLACK. DEBOLE, anzi debolissimo.

2014, NN
In Italia non l'avevamo ancora visto, pareva imminente il suo arrivo, ma qui se Maometto non va alla montagna...
WELL, here we are (Bon, nous sommes ici).
Un brutto chimicone TOTALE, un cuoio plastica leggero con fioreria plasticosa, costruita su base antranilata e peto iononico alla cumarina. Note legnose sul guajaco ma molto fiacche, ancoraggio ambrato in stile1 million, l'Homme Ideal, etc.
Confuso. Debole.
Se fosse il respiro di un uomo, diremmo che il poveretto come minimo ha un enfisema...

Rating: ZERO



Beige. Les Exclusifs de Chanel.

2008, J. Polge (si dice).

Apertura fresia/mughetto, idrossicitronellalica. Ah, troppa fiducia nella chimica Jacques... Troppa fiducia.

Beige ha un delicato accordo floreale frangipani su blend di muschi bianchi. Tenue cremosità, infinitesimale cerosità, non miele. Non miele e non male, ma si poteva e si doveva fare di più e di meglio.
Squisita la gentilezza del personale addetto alla vendita, personale FINALMENTE preparato, presso Chanel 21, Rue du Faubourg St. Honoré, infatti all'uscita... piove (ma non sul Beige).

Rating: 2/5




martedì 26 agosto 2014

Je veux aller à Jovoy à rire... Govoy de ndar da Jovoy far quatro risade... (VERSIONE RIVEDUTA).


Se volete farvi quattro risate potete andare in Rue de Castiglione... che è tra Rue St. Honoré e Rue de Rivoli verso il cimitero con annessa giostra panoramica (che c**** di ci fa una giostra così brutta lì lo sanno solo i francesi)...
Ah la prima parallela a Rue de Castiglione è Rue d'Algerie (e non d'Armenie) che è dove Skukkdjian ha la sua Maison, dove c'è da ridere un altro mese, superficie espositiva ampia come il box di una Smart...
Jovoy ha due teloni rossi col logo che si estendono in penombra sotto il porticato dei palazzi allineati, lì si entra...
Saranno i giorni d'agosto ma non c'è mai un cane. Ci sono di solito 3 commesse di colore molto disinteressate a noi, molto annoiate, così abbiamo potuto ammirare, si fa per dire in tranquillità praticamente tutto: entrando da destra... anche perché sulla sinistra apparivano un mare di st***** candele... Da destra Xerjoff (si vede che era il suo turno o che ha pagato di più per stare in posizione) in questo shop che alla fine è una micro fiera con stand fissi per i fessi e, come detto, ruota panoramica a due passi dall'uscita...
Xerjoff? Pfffff... Sergio Mimo Momo come si chiama, e l'altro suo brand Casamorati, STRAPfffff... Sì sì, costoso... ma costoso non è lussuoso, costoso è costoso, valla a vendere agli ucraini sta roba che sa del già sentito che piace o del non mai sentito che era meglio continuare a non sentire...
Avanti ci sono oh porcaccia la zozza del figlio della Jole... Quel cojon de Le Galion! Me... benòn! Proviamo un poca di batteria, con attenzione al nostro Sortilege... OK, fan****, confermiamo, menàta come altre simili. Ricostruzioni in cortesia simpatia e vaff******, come di fronte del resto, sul trespolo nero notiamo i nuovi Jacques Fath e un paio di Fath del passato riformulati, che non c'entrano nulla con la bontà degli originali, Green Water non è quello dell'epoca. Etc. Ma se qualcuno si diverte così noi pure... Tanto che ci frega, mica compriamo sta roba pacchiana finto lusso... Les Liquides Imaginaires è sopra la fila dei flaconi cheap del ritrovato Le Galion, e la pena è totale.
Avanti, tocca a Victor Respira Vivo Victorius Boadicea... Pfffff...
Nasomatto Pfffff... Rancé, che è il marchio italiano sputtanato da Luca Turin se non andiamo errando.
E tanti di quei cosi là flaconazzi... Neela Vermeeire, Olivier Durbano che pensavamo fosse estinto come il dodo, e forse c'era Profumum Roma.. boh, i nostri occhi vedono ormai oltre la noia in bottiglia, oltre il nulla...
C'era MDCI... Per carità del Signore... che non è un altro marchietto bensì una esclamazione, Corday, i Piguet rifatti... altre lacrime... 
Le risate davanti ai flaconazzi fatti a m**** di vacca stilizzata di... come c**** si chiama quel marchio là? Ma oè, ma chissenefrega! Ma sono meno famosi di noi! C****!
Che da Guerlain sugli Champs-Élysées
 il commesso ha sgomitato con la bagasciona sua collega dal mormorio sui nostri zaini e magliette: Jickiel? Jicky 2.0? "quelle c'est l'adresse d'un blog... que je connais, de parfums" (grazie caro)...
Bello però Jovoy Parfums Rare, non Niche... rari. Anche le boazze di vacca sul litorale di Jesolo sono rare, ma non per questo diventano speciali, anzi... sai le mosche!?
A proposito di insetti. All'uscita da vari negozi di profumeria siamo stati circondati dalle api, le abbiamo sempre tollerate con simpatia presso Chanel, presso Lutens, ma sarà stato il nervoso: 1OU davanti a Jovoy ne ha smashata una con una manata a terra finendola con un pestone. Vaff******.
Ah, a proposito di andare a fare in... c'era Roja Dove in splendore.
Non se ne ne salva uno, dei profumi di questo ex rappresentante di commercio di Guerlain.
E xe on bon da gnente...
I suoi Oud... I suoi Oud... 1200 euro... Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah...
Ma ne riparleremo, e ci torneremo, quando ci sentiremo annoiati e storditi, almeno quanto le commesse...


lunedì 25 agosto 2014

New Dior. Cuir Cannage.

2014, Francois Demachy
Simpatica imitazione di Cuir de Russie de Chanel. Al pari degli altri flaconi de La Collection Privée di Dior, come si osserva da analisi GC, in Cuir Cannage lo sforzo "creativo" (e sparagnìno) è sempre quello di dare la massima idea della presenza di, in assenza di.
In questo caso l'iris è una gran bella ricostruzione, ma decisamente distorta, come la voce di Marilyn Manson nella metà dei suoi pezzi più cattivi.
Lo sforzo di restituire l'idea di cuoio non è meno scevro da inciampi, è molto come dite voi? "chimico"...ma è grazioso. C'è una roba come benzil benzoato in eccesso che sa tanto di solvente industriale... Un Ylang tocco e ubriaco. Una rosa in asfissia. 
Intenso ma fuori dal tempo massimo per giocarsela bene. Partita persa anche per il prezzo di listino decisamente... LOLZ.
Ci sono un sacco di profumi cuoio migliori, e più importanti di questo, nel nostro passato.

Rating: 1-2/5

L'Homme Ideal di Guerlain è ovunque a Parigi (e dintorni), ma... è come non ci fosse. Ha il dono di non esserci anche quando c'è...




sabato 23 agosto 2014

Dior. La Collection Couturier Parfumeur Cologne Royale... maddeche?

2010. Francois Demachy, forse.
Da Lafayette le risate si sprecavano per questa roba ieri l'altro. Oh come volavano cani c***i e porci...
Per un momento si sarebbe potuto immaginare di essere da Jovoy in Rutto del Coglione (Rue de Castiglione), il trito di cipolla, il ritrito di idee già trite... Com'è creedina l'epigrafia regale di questa totale banalità della linea esclusiva (si fa per dire) di Dior. c**** è? Un colonia sintetica. Agrumi zestcitronhimmiherrfix... muschi do cojo cojo e do cojo più no che ni che sì. Neroli...
Ah sì? ah ah ah ah ah ah ah.
Questo profumo è però... in un certo senso un Creed...
Perchè? Non è stato firmato da Demachy? Sì. E Demachy cosa c'entra con quel renziano ante litteram di Creed? Ve lo diremo, perché indirettamente tizio conosce caio, per via della sempronia...
Una delle colonie più insulse che si siano mai viste, il prezzo era 180 e rotti? Non avremmo trattato nemmeno per 10 euro. Il prezzo di due minerali da mezzo litro in quei dintorni di Parigi.
La collezione illustra o illustrare dovrebbe la vita del fondatore...
OK, aspettiamo il profumo dell'infarto di Dior? Era un pomeriggio buio e tempestoso ed erano in tre in quella camera e ci davano di brutto...
Meglio altri plot narrativi, meglio altri plot narrativi.
COMUNQUE, per questa "Cologne Royale" il nostro giudizio è severo e certissimo.

Rating: ZERO.

giovedì 21 agosto 2014

Parfumerie Generale, Grand Siecle Intense 7.1.

2014, Piero Anguilla

7.1 non sa fare profumi non sa contare
Qui ha semplicemente ripreso YSL Pour Homme rielaborandolo alla ***** di c***, domina su tutto una nota di petit grain pungente rafforzata da chimica di bassa lega.
Non cercate il fieno, non c'è. Non cercate menta, non c'è. Quel ceroso che definisce miele purtroppo invece a metà salta fuori, ma i terpeni lo strangolano.
Muschio di quercia omeopatico.
Muschio chimico dozzinale, etilene brassilate.
Pierre Guillaume, te lo ripetiamo, stai sprecando il tuo tempo, apriti una gelateria, o prova come aiuto pizzaiolo.

Rating: ZERO!

PS
Molti di voi si chiederanno, ma ZERO, che vuol dire concretamente? 
Che se ce lo regalassero (ed inscatolato), faremmo fatica ad accettarlo, ed in alcuni casi vorremmo essere pagati per il disturbo di accettarlo.

Intense He Wood DSQUARED² for men, l'antitarlo.

2014, una testa di...

Hanno pasticciato talmente tanto con la chimica delle note di questi profu... pro... antipro... procto... no e quindi boh, nello spastico flacone di legno da fruttivendolo che sarebbe da dar craniate in faccia all'ideatore, che alla fine questa roba... a un metro di distanza, mette panico!
ODDIO! Chiudi le finestre! Che il Mario sta dando il veleno ai meleti!
VAF*******! Incazzati anche i tarli nei mobili. 
Ricorda un insetticida di quel genere.

Rating: ZERO





Bon Bons Happiness Malizia.

2014, =(

Bon Bons Happiness Malizia di Mirato è un fruttato dolce taueriano.
Andy Tauer ha un dono speciale, riesce a comprare naturali (in realtà derivati naturali) e ad assemblarli in modo così... così. Da farli sembrare tutti replacer chimici! LOL. 
In questo senso non è tanto diverso dalla collega Vero Kren*, quella della nota salsa, che gira a caccia di blogger per farsi selfie e pubblicità con due lenticchie (regala profumi e in cambio riceve leccate di c*** dai blogger).
Ma la vecchia ha la reversibilità di qualche marito? Bon Bons Happiness alla fine non raggiunge vette tanto più alte di quelle dei deodoranti per l'auto, e in questo è in buona compagnia, specialmente nella nicchia.
Con una differenza: questi 50 ml costano 3 euro e sono orr****.
Quelli di nicchia costano centinaia di euro, e sono... or*****.
Qualcuno ha sbagliato il prezzo, qualcuno ha sbagliato lavoro, qualcuno avrebbe dovuto iscriversi a una scuola di disegno quando il cervello era plastico, qualcun altro ha sbagliato pure stilista e parrucchiere.

Bon Bons Happiness, Rating: ZERO 1/5

*Kren Kern Krac, fa lo stesso, vuoto a perdere.

Roads Neon... da spegnere.

2014, nessuno di capace o di meritevole.

Questo è quel tipo di deodorante per l'auto, che ti fa scendere dal mezzo e attendere un mezzo pubblico privo di biglietto ma disposto a pagare persino la multa, pur di non sentirlo più...
Un aborto gourmand, eliotropina etilvanillina legni impossibili e ancoranti da pavimenti, lavanderia e armadi.
E' un bolo dolciastro irreale, ha l'evoluzione tipica di animali che non si sono mai evoluti per amore di imperfezione.
Se questa è profumeria...

Rating: ZERO

Roads White Noise, badodda bia...

2014, pinco palla
Giuriamo, era dai tempi del lancio degli Humiecki & Graef che non inorridivamo così tanto.
White Noise ricerca l'effetto nel nome, peché non va oltre il nome la progettazione di questa roba di genesi evidentemente randomizzata. Profumo del ca.... del caso. Nota pompelmo fruttata tipo paradisamide, mela verde, cedramber/ambrocenide. Peggio del peggior sapone liquido che noi si sia mai trovato in un luogo pubblico e spartano.
Se qualche commerciante riesce a venderne uno ce lo faccia sapere!


Rating: MEN CHE ZERO.

Roads, Bitter End.

2014, pinco pallino

Oh madre de deo... Che reparto del discount è mai questo? Profumo low cost per Miss Ryan Air-Freshener...
Eh già, questi sono i profumi della pronipote del fondatore di Ryanair che a noi sta abbondantemente sul c****. Da bambini pensavamo che il vero nome fosse Iranianair, e che fossero aerei scrausi sovietici rattoppati, invece no, era peggio... Il concetto di low cost è barbaro, antidemocratico, incivile: non ci piace, preferiamo la gente che dirotta gli aerei per noia... Tra le nostre paranoie c'è posto anche per questi voli, che rifiutiamo categoricamente (solo uno di noi ha volato con questa gente), come le auto italiane del gruppo Fiat, e una lunga lista di altri marchi che vi risparmiamo.
Molto al di sotto di un Mini di Ulrich de Varens, al confine con i deodoranti per ambienti, che in molti casi sono superiori in qualità, composizione e bellezza a questo orrore bianco, dove il colore non colore non è l'assenza di ogni colore, ma la rappresentazione dell'assenza di creatività, gusto e giusto spirito di impresa.
Perché roba come questa nasce morta, non può avere un futuro perché non ha un passato nemmeno fittizio, e non ha un presente che non sia acquisito sulle pagine di qualche giornaluccio da parrucchiere.
Violiff IFF, fondo Felce Azzurra... e un mare di chimica inutile per dire Bitter End in luogo di una parola volgare qualsiasi.

Rating: Zero

martedì 19 agosto 2014

Differenze etiche storiche e sostanziali tra riformulati e reinvenzioni più o meno fantasiose di profumi del passato. Che cos'è oggi ARTE in profumeria? L'ARTE di inventarsi UN MARE DI B****!



Un esempio tra gli altri:



Jovoy ha chiuso all'inizio degli anni '60. Il dude che ha comprato il marchio nel 2006 pochi sanno dove e come (ma si è ben capito il perché)... alla maniera dei suoi colleghi che han fatto di falsità virtù, si è subito precipitato a prendersi date e riferimenti che non gli spettano per nulla, che sono storicamente e sostanzialmente insensati!
Jovoy viene comprato da un registro nel 2006, l'anno dopo escono edizioni di profumi del passato, un insuccesso. Si medita e nel 2011-2012 c'è un tentativo nuovo, con il gioco de "la volpe e l'uva", siccome non possono anche volendo riprodurre il passato, per un sacco di motivi, non solo quelli IFRA, eccoli a dire beh, tanto erano gusti superati...
Oeh come no? Fanno profumeria artistica, c**** vuol dire non lo sanno neppure loro e non provate a chiederglielo perché loro sanno SOLO che SUONA BENE! TUTTI quelli che parlano di profumeria artistica, non sanno UN ***** di quel che dicono, NON SANNO SPIEGARE questo come altri concetti simili del resto, sanno solo pronunciare la locuzione, che suvvia suonare bene tra gente limitata, tra gente ignorante sì, lo infili nella vendita e... ammettiamolo, suona bene... anche se sono parole a cazzo.
Vale per tutti gli altri marchi e marchietti di madonnari della profumeria di mi*chia che se non è la 7^ generazione inventata di sana pianta, è la fondazione nel III secolo Avanti Cristo...
Un profumo che viene riproposto dopo una interruzione magari come nel caso di Jovoy MOLTO LUNGA, e comunque quando viene riproposto SENZA CONTINUITA' tra la fondazione e la presunta ripresa, va detta ri-fondazione, e DEVE esibire la data di NUOVA FONDAZIONE e NUOVO CORSO, senza mistificazioni, senza pretese di discendenza che non ci sono, di know how che non c'è più, etc. Jovoy non può dire che è profumiere dal 1923 perché NON E' VERO. Dovrebbe chiamarsi forse New Jovoy e magari riportare in calce la data del loro vero primo prodotto ovvero non anno 1923 ma anno 2007. Jovoy quindi è profumiere dal 2007, non da prima. 
E' tutto questo andazzo, tollerato, ma nel nostro Paese è una pratica commerciale altamente scorretta. Basta informarsi presso il Garante (l'AGCM).
E vale per tutti gli altri che hanno comprato marchi del passato e si sono messi a fare profumi a c****, come il nuovo corso di Jacques Fath: anche questi due anni fa dopo una voragine di tempo dalla chiusura del marchio, senza un parente del fondatore, senza un profumiere sopravvissuto, senza niente, si sono messi a fare profumi con quel nome lì, per ragioni di convenienza commerciale, hanno messo su all'epoca un sito fantastico, pensate che al centro della schermata invece della foto del sempre sia lodato Jacques Fath, hanno messo e tenuto per mesi la foto di... Hubert de Givenchy (pensavano fosse Fath), nemmeno sapevano che faccia avesse il fondatore del marchio che avevano comprato!! MA CHE C****!


E allora occorre che un venditore di profumi di mi*chia oggi ci chieda, come mai le riformulazioni di Hermes e Guerlain anche se peggiorano di lustro in lustro vanno bene, mentre quelle degli altri marchi no?
Amore della mamma... Guerlain ha venduto ma non ha chiuso, è rimasto: sai un piede qua e uno là, LVMH ha preso Guerlain e Guerlain ha ricevuto soldi e azioni di LVMH, e posti importanti nel gruppo. Non hanno mai chiuso, e hanno riformulato senza mai chiudere. Senza mai vendere archivi, laboratori... Senza mai ripartire da zero. Hanno riformulato nel loro pieno diritto stabilendo un criterio di uniformità alla mediocritas imperante pur mantenendo il filo rosso, tra la nascita dei profumi e le riformulazioni. Hermes ha fatto di meglio, i proprietari sono sempre la famiglia Hermes, e hanno loro sì riformulato adeguandosi alle tendenze al risparmio e alle regole nuove, ma con l'originale davanti e nel loro pieno diritto.
Fath nuovo corso (comprato anche qui da un catalogo di marchi di attività cessate) invece, ha reinventato, loro dicono che hanno letto qua e là ma invece son profumi che non somigliano agli originali, ma proprio per niente, perché a quanto ne sappiamo hanno solo comprato i marchi, nei nuovi flaconi hanno messo roba varia ed eventuale.
Piguet, LT PIVER, Jovoy, Le Galion, Patou, D'Orsay, Fath, etc, hanno rimesso in giro profumi che un cinese in un sottoscala con gli originali davanti li copiava meglio...
Ma sì, poi ci sono materiali che non si trovano più, o che non si possono più usare perché disturbano i produttori che preferiscono trarre profitto da nuove molecole protette da brevetto, ma la verità ultima è che alla maggior parte di questa gente non gliene frega niente di quel che fanno, gli interessa solo quel che incassano...
Il Vetiver di Guerlain di oggi non è il Vetiver di 20 anni fa, o prima, ma è economico, onesto, composto da alcuni dei materiali originali su modifiche della formula esatta, molto probabilmente alcuni dei tecnici impiegati sono gli stessi di 20 anni fa, a differenza dei Jovoy, e compagnia cantante, che applica etichette a roba improvvisata, e incrocia le dita tra i fumogeni di operazioni di marketing immorali e spregiudicate, che strapazzano la Storia, Azioni commerciali che si pongono in essere in modo fraudolento, e che puntano sulla ignoranza e dabbenaggine dei consumatori.
E chi vende questa roba è complice di questa gente! 

domenica 17 agosto 2014

Le Galion 2014? No, THANK YOU. BUT... NO NO NO THANKS! + Il Sermone Del Galeone.

Hey tizio, NON mi toccare l'originale "Sortilège" Le Galion di Paul Vacher...
Avete sentito il nuovo Patou Pour Homme? Lo avete sentito? LO AVETE SENTITO!?
E' un profumo totalmente diverso, non ha un c**** dell'originale a parte il nome!!
E ora con calma, diteci, C****... diteci a chi dovremmo cambiare i connotati con metodi diversi dalla chirurgia maxillofacciale...
Perché la profumeria è tutta distrutta, Parigi è un ammasso di ***** fumante, quando va bene è una esposizione di bigiotteria, ma dove hanno messo l'oro!?

Non pago del totale FLOP del rilancio del marchio (fu) Jean Patou, Thomas Fontaine, l'autore del nuovo Patou Pour Homme, che sta all'originale come una pagina scarabocchiata da un bambino sta alla Cappella Sistina... purtroppo NON LASCIA, RADDOPPIA!
Et voilà, eccoci al nuovo clamoroso insulso tentativo di vendere x vendere, sfruttando nomi gloriosi del passato SENZA la possibilità (e/o la capacità) di riproporre la stessa SOSTANZA.
E' il caso deprimente di cui siamo costretti ad occuparci per frenare l'indignazione che abbiamo dentro...

Le Galion (NUOVA GESTIONE, PIZZE ANCHE A MEZZOGIORNO)...

Il brand ha chiuso sul finire degli anni '70. Ma recentemente, alla maniera di un centinaio di altri marchi vecchi o antichi, guarda la volpe!
QUALCUNO ha pensato di rimestare nella confusione, nella speranza di afferrare bei blocchetti di contante. Soldi signori, solo una questione di soldi, NESSUN amore per la profumeria. ZERO.
Le Galion insomma, se la compra un francesotto, che per riempire i flaconi alla buona, prende Thomas Fontaine, quel genio che ha fatto rimpiangere al mondo la precedente gestione del brand Jean Patou (i beati Procter & Gamble). Alla faccia delle interviste rilasciate prima che le nuove e orrende sue riformulazioni arrivassero nei negozi per mettere su polvere su polvere.
Porca put****, CHIUNQUE può prendere un Patou Pour Homme VERO, ORIGINALE, VINTAGE e PARAGONARLO a quella roba da 180/190 euro (sui denti!) che oggi porta lo stesso nome, C**** C**** C****, non c'è NESSUNA SOMIGLIANZA!!!
E' il turno di Le Galion...


Sortilege (1936)... a noi piace, e due anni fa abbiamo annotato diverse cose su flaconi anteguerra e post, conservati come dio comanda e non come vuole il clima di Bari, quello di Atene o quello di Barcellona.
Noi studiamo un profumo anche per anni prima di parlarne, MA poi arriva l'ebe**...
Prendiamo Cafleurebon, che è un c**** di sito/blog pubblicitario americano, trasudato da libretti figli di nessuno e pure copiati male, florido di contributi insulsi o inconsistenti, come la masnada di mediocri anglofoni che gli va dietro... Sto c****, esce con un post che, dopo leccate di **** (le solite) agli sponsor... e dopo un bel copia e incolla da Wikipedia della storia di Le Galion... candidamente dice: "non ho mai sentito l'originale MA"... E scrive di un Sortilege 2014, costruito con le regole ed i materiali di oggi, secondo la regola di somiglianza del più o meno, un tanto al chilo...
Non hai mai sentito l'originale? Ma scherziamo? Ma sei s**** nell'anima o sei nata per parto anale? Ma anche gli oranghi sono capaci di aprire Google e leggere Wikipedia... Cazzlebon, ma ci sei o ci fai?
Tempo di prendere l'esempio da tanto popò di modello di oscenità, e un pesciolino da piccola frittura, una nuova mon**** di blogger neanderthalensis, che scrive ca**** da quando è nata, allo stesso modo parte, e fa il solito esercizio di imitazione nientologica... Scrive infatti, due mesi dopo: "bla bla bla comunque non ho mai sentito la roba originale MA... è come se la mononucleosi che ho preso da piccola mangiando m**** nel pollaio di mamma, madre che mi ebbe (sempre per parto anale) nel 1800 e rotti, eppure anche bla bla bla (pezzo da Wikipedia) bla bla bla... 

Hey, abbiamo già le mazze da baseball in mano... basta.

Questi blogger non conoscono un c****, non capiscono un c**** nemmeno se glielo spieghi col linguaggio dei sordi! Nemmeno se gli grattugi la faccia sulle schede braille per i ciechi!
Non conoscono gli originali, non conoscono i materiali e nemmeno se li comprassero e se se li ficcassero nel cervello li capirebbero! In stupidità e solitamente in volenterosa malafede, offendono la Storia, la Verità e la Bellezza! Confondono le persone, dirottandole verso prodotti in commercio per ricevere poche lenticchie per i loro servizietti. Scrivono per i campioncini, per le foto alle fiere col cartellino "ebete e nome e numero", sono ruffiani, sdentati pezzi di m****, barbute put**** ambulanti! Ognuno di loro in basso a destra vi rimanda a 50 altri blogger come loro (sì, perché se non si leggessero tra loro i loro counter rimarrebbero fermi come cadaveri), e la madre di questi def******* è ancora incinta...

BASTA!

 Ti mettiamo un cappello di paglia in testa e ti mettiamo a raccogliere i pomodori, a sera una cipolla, e il giorno dopo di nuovo a pomodori! 
NON è COME SE, non puoi parlare di profumi leggendo i depliant delle aziende! O per averne sentito dire da un altro blogger con la zucca vuota come la tua, o per aver comprato quando andasse bene (e non è questo il caso) una miniatura andata a male in Spagna! Si devono provare gli originali ben conservati per entrare nella Storia e per avere i requisiti minimi per parlare di profumi e riformulazioni. Altrimenti trascrivi solo ignoranza e flatulenza!

Quindi? Sto Le Galion?
Le Galion è quello, e non si sfugge, che ha chiuso i battenti dopo la morte di Paul Vacher nel 1975.
Dovrebbero vietare la riproposizione di marchi del passato quando mancassero ragioni di continuità acclarate. Sono azioni commerciali immorali e spesso stu**** o fraudolente.
Pensate al casino di chi oggi sforna alè 10 o quanti sono, nuovi Le Galion... 
Perché l'attuale "owner" non è realmente proprietario universale del brand, a quanto ci risulta! Perché il marchio di Sortilege appartiene a Long Lost Perfume, poiché ci dicono sia stato registrato negli USA da Irma Shorell che da molti anni, dell'originale de Le Galion, propone la sua riformulazione (che anche in questo caso non è l'originale, ma una sua caricatura). Quindi niente Sortilege di Fontaine (sul mercato americano)? Pippe! O si metteranno d'accordo per vendere quei 30-40 flaconi (che il resto rimarrà sul groppone ai negozianti fino alla fine dei tempi)?

Vedete, la consolazione è che per ogni marchio che salta fuori dal nulla con pretese varie, di generazioni di profumieri inventate, di storie secolari, di b**** spaziali, per ogni nuovo marchio che appare ce n'è uno che scompare... 
Vai in quel negozio e chiedi, puff non lo tengono più, sai... vendeva troppo...
Un giorno faremo al lista dei desaparecidos, perché anche se alcuni di voi amati lettori, sono degli atei bastardi, dio esiste... anzi, visto che siete qui... fermi tutti, fermi lì.



Il Sermone Del Galeone:


Pregate con Noi, fratelli e sorelle, per tutti i facitori di profumi inutili che ogni anno inondano il mercato di roba invendibile e pregate per i blogger e giornalistucci di settore di tutto il mondo, che vivono lontani dalla PAROLA di Jicky 2.0! Perché SI CONVERTANO, alla Onestà, alla Verità e alla Bellezza.

Nusquam Tenebrae!

Come in alto così in basso. Perché sta scritto "Jicky 2.0 è lento nell'ira ma grande nel perdono"...



Scendano sui benedetti tra di voi petali di rose e gelsomini, e la vostra pelle echeggi del muschio più soave. Ma per chi è qui e ora (hic et nunc) nella nostra ecclesia per portare confusione e nequizia siano gli stracci imbibiti di liquidi infiammabili e siano botte di vetri di nicchia sui denti.

Perché Noi viviamo nell'ombra del Giusto tra i Giusti.

Ed è certo e senza dubbio vero. Nessuno viene alla Profumeria se non per mezzo di Noi.

Andate e convertite tutte le genti, specialmente quelle che con il loro perseverare nell'errore rendono il mondo mortifero e brutto e fetido ai sensi.

Amen.


Amen.

mercoledì 13 agosto 2014

Laura Biagiotti Blu di Roma Donna for women.


Toh, pensavamo che questo profumo... che non è buono ma non fa nemmeno s*****, fosse il numero 967 de l'Artisan... E invece è il nuovo Laura Pinciotti.
Beh, se un profumo lo fai fare a Bertando Docciafuori (che mi bagni in casa pure quando t'asciughi), e l'altro lo fai assemblare a un pasticcio di bimbi alla scuola materna di Grasse, non è che l'esisto stilisticamente e sostanzialmente cambi molto...
Ma questo puffo blu non c'entra nulla con Doccial<ul e Grasse! Evviva!
Sa di fantasia di mela verde, agrumi convinciti che sono agrumi e sampaquita quel tanto che basta per dire che sì dài, c'è.
Non ha sillage e dura il tempo di un deodorante "pai scagi" (ascelle in veneziano).
Insomma, Blu di Laura Sbrigotti, non ha niente di più e niente di meno di un profumo L'Artisan, e vale (poco) quanto quelli. 
Bon, andate in pace. O andate in pece (se il post non vi piace).

Rating: 1/5

lunedì 11 agosto 2014

Neela Vermeire Creations. Bombay Bling! (per donna e cosi volanti).

2012, Bertando Du Sciafùn
Apertura l'artisan-esca (e tante grazie cominciamo proprio male)... sfortuna vuole che a pasticciare ci sia il solito rospo di profumiere, quello così bravo che ammesso e non concesso, che siano tutti creati da lui i profumi che gli sono attribuiti... Ce ne fosse UNO di buono! 
Apertura di note aspre e citriche definite "litchi" su base cassis fusa con C-14 e fructone. Ma rapido è il suo assestarsi borderline tra piena maturità e marciscenza, ingombrante intercapedine di fiori sintetici viziati dalla presenza di vanillina, cumarina, vecchie e nuove molecole aldeidate. Tocco ozonato che fa pensare al calone. Un mare di muschi bianchi e di molecole legnose tra cashmeran e polysantol.
Ricorda vecchie cose summer di Escada, ha modesta durata e debole e plumbeo sillage.
E' tutto detto: è "raffinato" come 1 Million di Paco Rabanne... 
Bombay Bling è adatto a persone di cattivo gusto e livello culturale medio basso. 
Prezzo assurdo, adattissimo a persone PGR ricche, di cattivo gusto e livello culturale medio basso. 
Vuoto a perdere, pieno anche.

Rating: ZERO

domenica 10 agosto 2014

La Vera Storia della Profumeria, più che un reame, un troiàme... Le fandonie su questo profumo... etc. LO SCRìVANO!



Avete mai letto la scritta che appare sulle confezioni di molti alimenti? Le immagini hanno scopo puramente illustrativo e non corrispondono etc? Perché le mettono? Hanno avuto problemi perché la gente comprava cose che venivano presentate in modo magnifico, abbondanza di creme, contorni di lusso e alla fine dentro il sacchetto bugiardo, non si trova altro che m**** impanata male...
Perché sulle scatole di certi profumi non scrivono "le date, descrizioni storiche, caratteristiche dei materiali utilizzati, le immagini utilizzate sono pura decorazione e non intendono presentare realmente il prodotto per ciò che in verità è. Il profumo che state acquistando risponde ai requisiti di salubrità previsti dalle norme europee (leggasi "IFRA"), il resto è fiction (per non dire balle)"?
O quei clienti sono cretini o quei clienti adorano essere presi in giro. I produttori sono consapevoli di vendere fuffa soprattutto a dei de********. Lo sanno anche i pochi esperti di Storia della Profumeria esistenti al mondo.
Domanda? Perché nessuno scrive una Storia della Profumeria fatta bene? Non esiste nessun libro di questo tipo che si occupi di singole fragranze con reale competenza, son tutti storpi, microscopici bignami di confusione, scritti da blogger da 4 soldi, da gente da give away lotteria di def*****za e simili...
Risposta? Se scrivi la Storia della Profumeria basandoti sui FATTI, ovvero sui DOCUMENTI, sui FLACONI BEN CONSERVATI ORIGINALI e NON SUI RIPESATI DEL C****, ebbene? Crolla metà di quel che... in giro tra "estimatori" di profumi da abbindolo, si pensa e si dice. 



Carissimi, P****, FANDONIE, FAVOLE VILI. Se dovessimo raccontarvi la VERITA' su quel che è successo tra l'invenzione dei nitromuschi e la m**** in vendita in tante botteghe oggi, sarebbe TANTA GASTRITE...
Ci sono profumi e profumieri che sono ritenuti importanti, ma che in realtà non solo non lo sono ma non lo sono mai stati! Oggi si dice quel che fa comodo a chi OGGI comanda. Tutti hanno por****** da nascondere, scheletri e cadaveri da scheletrire negli armadi, a volte pensiamo che la Profumeria là fuori, in verità, sia più un troiàme che un reame...
Ma pensiamo anche cose molto peggiori di queste*.

*http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/correttezza-molto-migliore-molto-maggiore