...CONTENTI?

giovedì 28 maggio 2015

Comunicato Ufficiale.


Non è in corso nessuna forma di collaborazione occulta con marchi di profumeria di "nicchia" diversi da Jickiel. 



Ogni sospetto, di nostro ruolo attivo o partecipazione volontaria alla realizzazione di profumi attualmente in commercio o in cantiere, è destituito di qualsiasi fondamento. 

Grazie a Dio...

Jicky 2.0

mercoledì 27 maggio 2015

Chi cazzo era Jacques Horace?

Le truffe in profumeria non sono l'invenzione di alcuni distributori di profumeria di minchia anni '80. Già i loro padri si erano esibiti in piroette di rara disonestà. Prendiamo il caso di un marchietto di merda italiano, fortunatamente estinto. Estinto perché faceva profumi di merda.
Jacques Horace. 
Parigi, nobiltà francese, sigilli appiccicati con la coccoina e scatole scenografiche, vari nomi, tutti la stessa merda. Colonie ridicole, fatte con basi comprate a poco prezzo dai grandi produttori d'oltralpe.
La frode passò anche per alcune pubblicità oscure ed ambigue (perché in francese su giornali italiani) poche ma rivoltanti:


Rivista "Il Tempo, anni '60"
Jacques Horace non è mai esistito e i profumi a marchio "Horace" erano italianissimi e pessimi, avevano sede (e venivano prodotti) a... Parma.
Nacquero attorno alle Vetrerie "Bormioli", per la serie... ci sono tanti di quei vetri... metti un'etichetta e butta dentro dell'alcool colorato e chiudi con una ca*** di scatola decorata di putta****... assieme ad altri marchi più o meno fuffaioli come Adam, La Ducale, La Trionfale e Morris (col suo coloniòn "Napoleòn" romagnolòn). LOL.



"Canaille"... Non serve uno psicanalista per spiegare il conflitto interiore di chi mise il nome di questo profumo, non certo a caso... Lapsus "terrificante".

Queste merdavigliose reliquie del kitsch, nonostante il tempo, si trovano abbondantemente in giro con i loro tappini di gomma liquefatta precipitati sul fondo, su eBay a cifre di solito inferiori ai 30 euro, e non vanno via nemmeno a quei prezzi. Ne abbiamo visti scatoloni finire in discarica. Colonie (per quanto ben conservate) dozzinali, orrende. Da tenere solo i flaconi da litro: se si hanno a temere ai bordi porta, i gatti che urinano a spruzzo.

Immaginate ora l'anno 2050. Vedete anche voi quali sono i flaconi che vengono rovesciati in discarica nell'anno 2050? Sono molti di quelli che oggi vengono prodotti, sono molti di quelli che oggi vengono spostati da negozio a negozio, in cerca del cliente facoltoso e fesso. Sopra a destra, in fondo a sinistra, lo scaffale non regge il peso (ma quanti ce ne sono?), esibizioni allo stand e forum foraggiati a dovere (ma che non macinano vendite), inscatola e descatola. Piccolo rumore di fondo... porta che si chiude, forse solo il cofano di una provvidenziale bara. 

Silenzio...

Tristi pagine di storia della fuffa, scritte nel guano. 

Oggi come ieri.

martedì 26 maggio 2015

NEW: La Collection Privée. Christian Dior, Fève Délicieuse.

2015, Demachy (?)
Legno di cedro, idea di burro di cacao con plastica brûlée (bruciacchiata), più Valentino Uomo che Dior Homme. Banale come l'Homme Ideal di G. ma più intenso nei materiali sintetici di "fondo", che per quel che valgono... on s'en fout... Illusione di fava tonka, cumarina e note verdi aniciate con caramellata molle ipotizzandola ancora di tendenza. Tonnellaggio di materiale vanillico mobilitato, così, secco, cheap... Per andare dove? Perché tanta fatica? Che poi... Un altro di questi "dioretti" e tocca cambiare commessi e prenderne di più alti, perché occorre alzare le mensole... ovunque, ai latere gli spazi sono già occupati. E se non si fermeranno, ci vorrà una scala, e se non si fermeranno ancora ci penserà il soffitto. Uno è libero di fare tutti i profumetti più o meno insulsi che crede, ma questa non è creatività, non c'è progetto. Chi comprerà mai questa fava d'egitto? e la rava? Cantava...
Demachy c'ha sempre quel muso "mon chat est mort hier", perché deve reggere la presentazione di ogni nuovo Dior recitando la solita poesia, il solito "Vincenzo m'è padre a me"... Sua moglie a New York progetta i Creed... Quando s'incontrano, si fissano negli occhi e lui pensa di lei quello che lei pensa di lui... 

E a volte piangono...

Rating: ZERO-1/5





lunedì 25 maggio 2015

Amouage OPUS IX, Library Collection (for NON-Readers).


Il cinesino Cristopher Chong, il direttore "artistico" che ha portato Amouage alle riformulazioni più strampalate e alle svendite dei riformulati nei peggiori store online, un notorio *******, omologandosi alla concorrenza nella profumeria art-stitica, si è ormai perfettamente abituato a parlare il nicchiese. 
Il nicchiese non è altro che un linguaggio di fandonie copiate male, e supercazzole, tese a far colpo su i soliti 4 mammalucchi, è un idioma incompatibile con chi ama sincerità e verità. Cin Chau Chong o come ***** si chiama, se ne esce con storie della rava e della fava... Si sa che gli orientali a fava stanno a botte piccola (con sbobba che sa di tappo), ma almeno a rava sta messo bene? se la cava? Se la caverà? 
Sentiamolo, tratteniamoci dalla voglia di prendere scudo e spada, anche in ragione del periglio, non è vero? Uno schiacciamosche, e SBAM! senti che pace... 
Dice, Cin Ciau Lin: mi sono ispirato alla Lirica, sono un tenore, mi sono ispirato alla Traviata di Giuseppe Verdi basata sul romanzo La Dame aux Camélias di Alexandre Dumas figlio... Ma per dare una risposta del genere cinesino si era scritto il tutto sugli avambracci? E poi dice, voglio interagire con gli ingredienti e scrivere le mie storie ispirandomi alle eroine... Wait, STOP! BASTA! Un'altra stronzatina di qualche vocale e qualche consonante... e Taiwan la invadiamo Noi e diamo le chiavi in mano ai cinesi in 24 ore, 100 mila sberle al minuto e Taiwan è Nostra in 24 ore! A NOI!
La Callas poveretta, si rimena nella tomba, là nella bara la sua scheletrita mano destra protende il medio dito e ripiega le altre in segno di risoluto disappunto. Cosa c'entra Verdi! Cosa c'entra la Callas! Prendetevela con i vivi! ******! Una ditta che aveva sede nell'Oman e faceva cose buone che va a ******* con sto ***** di cinese di Taiwan! Gli orologi a cucù! ******* di quella va**** di chi ********!

E veniamo all'anteprima del profumo, da dove c**** partiamo? 
Or-bene, anzi "or-male"... per "camelia" s'intende una idea floreale, una ricostruzione che sembra un remix di alcuni aromi floreali esotici, un sambac jasmine specialty tipo il Givco 138, facile pepperwood, legni di plastica; zibetto ricostruito (sintetico), cera d'api ricostruita, muschi e ambre sintetiche, anche il legno di guaiaco, finto! Un florientale animalico privo di tridimensionalità e stereofonia, un monolite che vi inviterà a cercare lo stoppino per poterlo accendere, per quel combo dalla resa "candela", così disarmante... 
Non per niente, per spiccare ha avuto bisogno di pittura rossa... Hey! sono quiii! 
E' una idea di profumo vecchia come il cucco, ma costruita con aromachemicals (e non tutti gradevoli), con appiglio alla realtà misero o nullo, non c'è saggezza, non c'è senso. Intenso è intenso, la mouillette è impregnata da 4 giorni, i muschi synth fanno il loro lavoro. Ma, e ci rivolgiamo ai nostri lettori più grossolani, lo volete capire o no, che la longevità di un profumo di sintetici è una ovvietà e non una qualità!? 
In conclusione, ennesimo lancio nel cestino. Storia scritta e già cancellata dalla stessa pagina. Un profumo adatto a nani, nani in costume da Gabibbo, checche pelate over 50 profumatiZZime mezze anosmiche per il naso pieno di nicchia da enfisema, e cinesi vestiti da *****...

Rating: ZERO

venerdì 22 maggio 2015

Induèl'l Duel? Annick Goutal (pouvr'homme).

2003, non l'hanno interrotto da allora, o stanno ancora cercando di finire il primo lotto?
Duel, è veramente un profumo da sberle, (urlo di tarzan) ma quante se ne dovrebbero dare nella sedicente profumeria di nicchia! Ma nicchia de che? Buco di ****! Duel non sfida a duello, fa semplicemente incazzare. Brucia nel naso, ci sono un gran casino di sintetici messi giù con rara dabbenaggine in dis-tonia con la "descrizione" (piramide di sampietrini ti do******* fare). Agrifoglio!? Agri-che? Ma va********!
E sarebbe? Non esiste, è una coglionata. Così la parte per il tutto definisce questo ***** una coglionata di profumo "pour homme": un tè verde pot-pourri "floreale", che neppure si adatta ad un uomo. Evitiamo tutto? Evitiamo di recensire altri di questi ******lax. Evitiamo di associarlo a un celebre prodotto della Monsanto, evitiamo di finire il post per protesta? No, dài... Rating e ********lo.

Rating: ZERO

domenica 17 maggio 2015

Panouge Isabey L'ambre de Carthage for men, demotivante (per non dire *********)!

2011 Pallino Pinco

Un bel modo per mandare in vacca una famosa base ambrata realizzata dalla Symrise.

Deludente, per niente maschile, ideale anche per tende e divani, ma, 
spiccatamente adatto a chiunque abbia poche pretese, portafogli pieno e ignoranza da forum.

Rating: ZERO

Panouge. Isabey Lys Noir for women.

2014, Pinco Pallino
Pfff... Pretese di tradizione in stile "amico suo ma a sua insaputa"...
Tanto vale prendersi un LouLou originale di Cacharel.
Somiglianze scontate con Fleur Nocturne, stessa pasta e stesso forno...
Sinteticone, alla faccia delle solite pretese di naturalità;
progetto confuso e infelice. 'Due palle...

Rating: ZERO

venerdì 15 maggio 2015

Oh MIODDIO_R!

Dopo i soldi buttati con "suola di scarpa" Pattinson, Rihanna nuovo volto muso di Dior:


E pensare che il Gruppo LVMH paga profumatamente creativi, pubblicitari, bla-bla-blari... E lo fa per? Vendere. Più prodotti. Io ti mostro questo, a te piace, tu partecipi alla comunicazione, se scocca la scintilla e hai i soldi, la borsettina o il profumiciattolo è tuo! Passa alla cassa.
Dovrebbe andare così. Ma con Pattinson, è andata realmente così? No. Hanno perso appeal, non si sono resi conto di avere comprato una immagine deteriore, ed affetta da precoce obsolescenza. 


Finito era da tempo l'effetto Twilight, e quel muso ebete di Pattinson, anche se passato al Photoshop era irritante. Noi lo giravamo sempre in profumeria, si sa mai che dietro ci fosse ancora Jude Law...



Altro volto, altro regalo... La bimba di Leòn di Luc-Besson. 
Natalie Portman ci sta (o era vorremmo ci stesse?) sul cazzo: si infila e si sfila che è un piacere... Ma... FUNZIONA/va. Ma... si capisce che sui cartelloni, con quei colori, per quei fini, è (era?) la scelta giusta! 
Ma per l'amor dei poeti (sboccati), che senso ha quello sgorbietto di Rihanna? 



E' un pasticciaccio brutto ambulante, orrenda! Sembra un progetto di ET, recuperato dal cestino rifiuti di Carlo Rambaldi... Rihanna potrebbe fare, al più, a testa in giù, il porta-umbrella... 


E invece no. Dior (leggeremo), ma con la mano cercheremo di togliere da davanti quella roba sgraziata, strapagata per rimetterci soldi. Hanno chiesto ai clienti Russi? Ai clienti Arabi? Ai clienti Cinesi? Non piace a nessuno di questi clienti forti divisi per provenienza. Piace alle ragazzine che la danno via per comprarsi l'iphone o la ricarica, ai ragazzini che tengono il colpo quando vedono la faccia della vocina delle canzoncine pop in radio e nei lettori mp3 quei 3 mesi e dimenticatoio...
Dior. Licenziate, sfoltite. Mandateli in Corea del Nord "Alla Cortese Attenzione del Sig. Kim"! A casa chi ha voluto Pattinson e Rihanna!
Direte... i soldi sono nostri, li buttiamo dove ci pare, come dicono i bambinacci viziati e capricciosi? O ci darete ragione, magari alla fine del nuovo terribile "test"?
Potreste dire, sempre critiche... Solo critiche. E invece no.


Natalie Portman, è un collirio rinfrescante per gli occhi; se apre bocca non per fava ma per favella, vien da chiudergliela con un cartone perché è una str**** insopportabile; ma in quanto cartone stradale, o stampa su giornale, sfondo web, (parlare non parla) crea l'appetito ricercato, sortisce l'effetto auspicato... 
Com'era bella per Miss Dior Cherie, eh?
Con il fantasma di Alain Delon (178 cm ben proporzionati) avete tenuto in piedi le recenti declinazioni sbagliate di Eau Sauvage.


 Tenetevela cara la faccia in bianco e nero, tra le migliori decadi, di Delon (viso utilmente asimmetrico, dai tagli brillanti, ed animato da una mimica accattivante): vi è costata niente, se rapportiamo i costi di questa a quelli per i due mostri usa e getta P. e R. L'occhio di Luchino Visconti, oppure l'occhio di Federico Fellini. Servono occhi così, per decifrare correttamente l'immagine. Buona vista, intuito, genio. Uno schioccare di dita: outcome: success! Dior oggi avrebbe bisogno di Luchino Visconti. Guerlain di Federico Fellini, peccato siano morti.
Perché non servono università, credete a Noi, là parlano sopra il talento, non da dentro; e non lo creano.
La stessa cosa vale per i profumi. Ma dove sono i buoni nasi, di rapido intuito e genio scintillante?
Non servono lauree o corsi di profumeria anche di altissimo livello*, ce l'hanno detto in faccia Jean Guichard e più recentemente Jean Kerleo: "il talento non si insegna" e ancora "di buono in giro c'è veramente pochissimo (quanto a nasi/profumieri)"... 

E' bello trovare ogni tanto gente preparata, e sentirsi in piena sintonia.



*Precisazione: salvo interventi dell'Arcangelo Gabriele, siete tutti tenuti a irrobustire fino all'ultimo giorno della vostra vita la vostra cultura generale e specifica. Lauree, diplomi, master, hanno sempre valore "relativo". Dipende da quanto avete pagato studiato per quei titoli, dalle amicizie familiari, dalle abilità "orali", e via dicendo. E tutti questi titoli andrebbero ritirati dall'ente che li ha rilasciati come i titoli onorifici, in caso di verifica di scollamento tra titolo e competenza. Lavoro, Lavoro, Lavoro, e se siete atei, ancora Lavoro.
Ma non a far panini, non nell'azienda paterna a simulare la continuità che non c'è mai: Lavoro sia, ma su voi stessi, senza requie.

Se la Morte bussa alla porta una volta sola, perché sa quando deve passare... La Mediocrità vi tempesta più volte al giorno di sms (messaggi insulsi, etc)! Non aprite quella porta... E riparatevi dalle tempeste di mediocrità di ogni giorno. 

Il post è finito, andiamo in Pace. 



giovedì 14 maggio 2015

Panouge. Isabey Gardenia for women

2006, Pallino Pinco
E' fantastico, questi "panoooug", sorry... sono davvero tutti uguali. Botte di muschi e di basi floreali di Schiff da piangere. Impossibile for this stuff di "nicchia" battere un Charlie Red da 6 euro e 90 cent.
Sintetico che si attacca al naso (e a 1OU, pure starnuti), frettoloso, maldestro. Insomma, brutto.
Ricorda l'altro floreale del quale a ricordarne il nome si affaticano per niente i neuroni, tanto vale cliccare sul link.

Rating: ZERO ma ZERO veramente.

mercoledì 13 maggio 2015

Panouge Isabey Fleur Nocturne for women

2009, Pallino Pinco
Cadono le braccia, ennesima pretesa di favole del 1926 con l'esito di un Moschino Stars o peggio di una banalità qualsiasi da cestone sconti 50%...
Deprimente sinteticone floreale, saponette anonime con decori floreali 3 X 2.
Voglia di piangere, troppa è la stanchezza per incazzarsi, è la nicchia... bruttezza.
E poi questo problema di naming: provate a pronunciare "Panouge", non sembra la veste onomatopeica di un dar di stomaco per il mal d'auto o di mare? panòuuusgh!
Sacchetti da riempire?

Rating: ZERO

lunedì 11 maggio 2015

Annick Goutal 2015: L’Ile au Thé for women and men...


L'Ile au The, è grande... Così grande che ad un amante del té... farebbe venire voglia di bere solo Coca-Cola. Camille Goutal e Isabelle Doyen non sono nasi di talento, sono mani rubate al decoupage con i pezzi di "rotolone da cucina", braccia tolte alle risaie...
L'ile au the è la solita minestra agrumata alla ***** di ****. E' un profumo noioso come il terzo funerale dello stesso morto... 
Agrumi e Green Tea Givo, basta, tutti a casa. 
Attento! Ecco, porca putt... hai pestato un mandarino! Bon, adesso il profumo è perfetto, diranno che contiene osmanthus (e magari naturale)... E noi? Pronti! a credere anche agli ufo...
Appena sopportabile, nicchioso, insulso, come del resto la maggior parte dei Gout(t)al(ax).

Ci sarà un perché se a Parigi quel negozio appare sempre deserto...

Come Jovoy sulla stessa strada, o Malle poco più indietro a sinistra sempre dritti (ma evitate, che vi frega di Malle che nemmeno a lui interessano i suoi profumi?), ci trovi qualcuno? E' italiano, o uno sbandato dell'est. Ma mentre l'italiano compra, perché l'italiano a Parigi, suvvia mediamente è un fesso... Lo sbandato dell'est si rende conto che non ci sono valori lì, che lì tutto è solo vanagloria e scherzi di mano maldestre! E senza inchino se ne va, tanto vale spendere la metà da Sephora o da Guerlain, stessa parrocchia.
Mentre i bidoni sotto il porticato in Rue de Castiglione tra il civico 4 ed il 14 sono là, grassi di mouillettes! La municipalità parigina dovrebbe tassare Goutal e Jovoy per il lavoro extra... bidoni sempre pieni. Solo qualche italiano se le tiene in tasca e se le porta a casa. Noi per recensirle, tutti gli altri per fesseria congenita.

Rating: 1/5 (a uno di noi sembra discreto, per lo scrivente era ZERO).

martedì 5 maggio 2015

Lucien Lelong, Indiscret...

Manifesto Indiscret Lucien Lelong 1956
Bottiglie anni '60 di Indiscret (1936), Jean Carles (in uno dei suoi giorni meno brillanti).
E' un profumo polveroso e legnoso con una nota chiodi di garofano molto forte. Ha reminiscenze con il fondo verde di Crepe de Chine, ma manca della perfezione di quest'ultimo: Indiscret è un non finito. I fiori sono un ammasso indistinto traviato dalla chimica. Evidenti i riferimenti alla costruzione di Fleurs de Rocailles di Caron (1933), La formula è stata decisamente cambiata troppe volte nel tempo, come se mancasse personalità al profumo, o gli si volesse negare di averne una.

E' stata rilanciata una perplessa versione di Indiscret negli anni '90, del tutto senza valore e di minimo appeal.

Il rating va a quanto abbiamo sperimentato del profumo, con particolare riferimento ai prodotti anni '50 e '60.


Rating: 2-2,5/5


Concludendo? Comprate -eventualmente- Fleurs de Rocaille di Caron (Fleurs de! NON il Fleur! che fa ***** perché è un'altra cosa voluta dagli attuali proprietari di Caron).

L'Indiscret by Lucien Lelong "Kitsch" Bottle Carillon 8 oz:









Testo Jicky 2.0 2014

domenica 3 maggio 2015

Af-fundamental, Rubini...

When you know the people, it is no longer a matter of intuition. 
It's forecast...

 affundament'

Bissoli, a small trader of perfumes in the north of this folkloristic country, wanted to sell a fragrance all its own. He needed of all, name, perfumer, glazier, designer, but he's a rich guy. When he asked advice to Jicky 2.0, two years ago, we were very puzzled... 
Because the bald guy did not shine for originality and shared purposes. To us it was the usual little merchant trained to sell, and not a friend. In fact we argued (patiently), just to piss he off.

Now, almost two years later, we are wasting time with this little mess of "fragrance", whose end is in its origin. The invented name of the brand (Rubini was only the Bissoli's grandpa surname) is wrong (vowel u with consonant resistance, similar to lines of disappointment) but is not the name the problem. We've waited for the idea, but they have entrusted the presentation to a blogger nerd, result? Everyone understood that there was nothing to understand.

Little later and the perfumer was chosen, Bissoli said to us: Canali read and estimate You... We thought, WHO CARES? We read about him, and he does not like us. He has a pleasant face, could make the clerk in a shoe store... Instead he wanted to do the lab assistant for the IFF (after that school for lab technicians: Isipca). And he has no ascended to a position, for some reason...

Il n'est qu'un assistant, mais il ne progresse pas... il y a bien une raison!

We work with a bigger company, we hear the rumors. Lobbying.

Une lobby c'est un cercle d'entreprises amies, dont les top management sont en relations amicales constantes.

Canali is the author of this "perfume", Fundamental. Sorry for him...

The name is pretentious, fundamental (oh-oh-oh, really?) for who? For what? There are no answers, no one has ever had. The naming here is AGAIN wrong! With a U decidedly unpleasant and the desinence ends in a famous Swiss cheese.

And we come to perfume. F. seems Egoiste (current formula) of Chanel with McDonald's "sweet & sour" sauce. It's a perfume with a 15-18% synthetic sandalwood (santaliff, etc), 20% linalool, amber base, hedione, cedramber, synthetic musks, with elements such as sage oil and bases (ambre 83?) as "cuir vitessence Symrise", out of control, unpleasantly mixed, that "irritate" brain and nose. No real orris extract or good indian sandalwood or natural beeswax extract detected. Here and there emerge hints of rubber (from the leather dis-accord) 
and solvents, pfff...
...a masterpiece OF NOTHING! It's a cheap chemical bolus in denatured alcohol. There is no idea, there is only imitation. There is no taste, nor value. It looks like a Chinese imitation, a fake "Chanel" perfume (as made in Naples).

The bottle is terrible, the colour also. The cap is badly painted, wooden.


http://www.glebanite.com/gallery/glebanite-for-rubini/
We saves only the strange case, in recycled fiberglass, made by a designer that has been called too late in the project to give uniformity to all the good and bad intentions.

The assembly is terrible: name, perfume and forms have no relations to each other.

The reactions of Egoiste's fans are indignation. The reactions of the rest are... sucks. This perfume is a fundamental failure, yet another failure of typical Italian arrogance.

Rating: ZERO 

(go for the current Chanel Egoiste -also After Shave- formula. It's much better and less expensive, b-cause the price for this f. rubin-etto 50 ml probably will be 135 €)!

135 €? Good Luck! Lots of Laughs!