...CONTENTI?

martedì 25 novembre 2014

Il cliente... di profumi non convenzionali, o come a loro piace dire... di nicchia.


I profumi non convenzionali sembrano essere destinati a un pubblico abbastanza omogeneo. 
Il cliente di profumi di nicchia deve avere alcuni requisiti fondamentali.
Deve avere un quoziente intellettivo basso ed è persona spesso di ignoranza cosmica.
Non è mai stato il primo della classe, può avere buona memoria (gli etologi non la negano a molti quadrupedi), ma ha capacità logiche limitate.
Ha sofferto o soffre di complessi di inferiorità
Ha denaro da buttare e tempo quanto basta per farsi intortare dal venditore di "snake oil"...
Il clienti tipico di profumi Creed, Montale/Mancera, L'Artisan, Boadicea, e giù altre centinaia di marchi e marchietti... da sbellicarsi... insomma quei marchi che riempiono quel tipo di negozi comici lì... sa di essere quello che è, teme le persone colte, preferisce circondarsi di macachi...
Il (o la) bimbonicchia adora le marche, i vestiti, rigorosamente costosi... Devono avere il marchio (il costoso frutto del marketing) in evidenza o essere ugualmente ben riconoscibili! Non vale niente, ed in cuor suo lo sa... e alla propria miseria intellettuale o fisica cerca di porre rimedio ponendo, tra sé e gli altri, tra sé e chi teme, marchi ritenuti invidiati o invidiabili.
E' gente che riempie le città d'arte senza avere gli strumenti intellettivi per fruire della bellezza, ci va solo per non sembrare quello che è.
In conclusione, la profumeria degli inganni, delle panzane, dei prezzi elevati, ha questa esatta funzione: generare profitto attraverso la vendita di prodotti a persone di scarsa intelligenza, insicure, che vivono alla ricerca di qualcosa che le illuda di aumentare di valore.
Quando leggono un post come questo possono reagire cercando rassicurazione nei loro pari (misura di rinforzo, asinus asinum fricat, rifugio nell'inganno) oppure cercando di capire cosa possono comprare di "ritenuto intelligente", non già di faticare su loro stessi per ristabilire comportamenti improntati al senso critico e al miglioramento delle proprie risorse cognitive.
E la cosa più schifosa è che molta parte della moda, della profumeria, del costume, su questa povera gente ricca, ci speculano allegramente!
Chiedetevi perché i più grandi e seri studiosi e collezionisti di profumi al mondo non perdano un solo minuto appresso alla profumeria artistica (che sedicente tale, non è ciò che dice di essere, anzi al contrario), perché non sono disposti a spendere un cecio per quei profumi costosissimi? Cercate di ricordare ora, poiché voi sarete certamente belli, bravi e intelligentissimi e non lo dubitiamo un solo minuto (stiamo usando quel metodo schifoso, speriamo lo abbiate capito...), chi tra i vostri conoscenti compra o ha comprato profumi Creed, Clive Christian, Amouage*, etc?
Sforzatevi di ricordare... Chi tra i vostri conoscenti fa quelle cose? Chi è che tira fuori il portafogli di LV, Prada, etc con gesto ampio... solo per mostrarvelo? Quella poveretta... Quel poveretto... Quanti ce ne sono? 


La parfumerie de niche? Una zingara, che dice di volerti leggere la mano, ma in realtà mira solo a capire in quale tasca tieni il portafogli!


Sappiate che quando diminuiscono numericamente per X motivi, questi commerci si spostano dall'Italia ai paesi dell'est, ai paesi arabi, agli stati uniti, tutta roba enorme ma minuscola... 
I polli in Arabia Saudita non beccano mangime come in Europa? Si smontano i burattini, e si spara il teatrino delle palle oltre la Turchia...
Russia! Ucraina! 
Incartami di banconote... sta nicchia!
Tutta gente coi soldi in bocca, e nella testa... Segatura!

*Di Amouage ci sono pochi profumi buoni, lo precisiamo perché sembrava passata per alcuni lettori, l'idea che noi approvassimo l'intero marchio (marchio che per la sterzata che ha dato negli ultimi anni alla propria linea di prodotti per noi potrebbe dirsi già tramontato).

sabato 22 novembre 2014

Goti? Rating: ZERO.

pffffff...
Amàti... non occorre sappiate cosa sia Goti... Tanto... chi lo sa se fra 3 anni esisterà ancora?
Goti (de vin?) è un brand-ino di "gioielleria" che fa pata**** e robetta metalloide: immaginate una linea di accessori firmata dalla Fiom... La trovereste chic? Pfffff...
Se il direttore artistico di Goti fosse stato un operaio metalmeccanico, 
forse avremmo visto più creatività...
Ma non siamo qui a perdere tempo con dadi argento da 300 euro...
Siamo qui a perdere tempo con la linea di "fragranze" di questi... che si chiamano come si chiamano...
Goti, tra il 2008 e il 2013 realizza 5 o 6 profumi, e stabilisce una partnership collaborazione con Santa Maria Novella! che per quel che abbiamo sperimentato, studiato e letto negli anni, per noi, stringi stringi, è solo una esclamazione, o poco più.

Black, Earth, Grey, White, Smoke... questi i "profumi" che abbiamo provato...

WELL (not so well), idee ZERO (va che ca*** di nomi hanno messo), flaconi men che ZERO, prezzi follia (non c'è ratio prospettico che faccia sperare che si possano vendere né oggi né mai)... 

"MADDAI"...

Biondooo! Ho una "santa patata novella" sul fuoco da 20 minuti! vado a vedere se va in squacchera...

PFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF!

mercoledì 19 novembre 2014

Frederic Malle MOLLA TUTTO! 2000-2014: bravo a durare così tanto con quella batteria...


Editions de Parfums Frederic Malle ha calato le brache, praticamente ha ormai venduto il marchio a Estee Lauder (che il mese scorso ha comprato anche Le Labo con grande gioia dei precedenti proprietari).
Il prezzo di acquisizione oscillerà tra un minimo ed un massimo e sarà definito entro il 30 gennaio 2015.
Scommettiamo che Malle venderà al minimo?
La Estée Lauder Companies ha comprato i due marchi autoproclamatisi "di nicchia" (Le Labo e FM) per rilanciarli, le vendite future probabilmente fiancheggeranno le linee Tom Ford, etc.
Siccome Malle non ha mai fabbricato i propri prodotti, e non vendeva della roba speciale, non c'è da temere... la produzione e la qualità rimarrà identica (li continueranno a produrre gli stessi che li fanno oggi), i prezzi scenderanno, e la distribuzione tenterà di essere migliore. Così, si suppone, il brand avrà utili finalmente interessanti.
Tra le ipotesi c'è però anche quella di un ri-lancio nelle catene di grande distribuzione.
Troveremo Malle da Sephora o da Douglas?
Altre mensole? No, grazie.
Noi ridiamo divertiti di un riso liberatorio, ma quello più felice, ci scommettiamo, è lo stesso Malle...
Finalmente potrà rilassarli, si leva questo gatto dai maròni e alè, libero come uno che attraversa la strada senza guardare...
Fine dei pensieri, che mondo eh?
L'avevamo detto o no? che questi marchi di ***chia sono fenomeni con un ciclo ben preciso adattato su quei 4 clienti, che poi son sempre gli stessi bimbiminchia bimbinicchia, gira che ti rigira?
Ne avevamo parlato con Gola Profonda in marzo... Aveva confermato che Malle aveva escogitato una strategia di marketing molto astuta ma del tutto inconsistente.
Chi saranno i prossimi ad avere la fortuna di vendere?
FORTUNA. Perché molti marchi di nicchia e bla bla bla oggi "apparentemente" di successo, tecnicamente si stanno mangiando da soli...
E quel che alcuni dei nostri lettori meno amichevoli si ostinano a non capire è che come abbiamo cercato di spiegarvi (sordi che non siete altro), questa roba costosa per partito preso, non viene minimamente considerata dagli storici, perché NON è Storia della Profumeria, è solo distorsione della vostra percezione.
Scommettiamo? I flaconi di Malle non prenderanno valore come lo possono avere preso M7 o Le Feu d'Issey, spariranno semplicemente...
Sul mercato del collezionismo o dell'usato, su ebay... la nicchia va alla metà (e cioè torna al suo vero "valore"): com'è accaduto coi Mona di Orio, anche coi Malle prevediamo un metà prezzo e faranno fatica a girare, perché non sono realmente ambiti.
Noi preferiamo un prima serie di Gentleman di Givenchy o un prima serie di Captain di Molyneux a un qualsiasi Malle, ma i due citati fossero pure degli after shave!
I Lutens "vintage" sono migliori dei Lutens riformulati, certo che sì. Ma nemmeno i Lutens anni '90 su ebay funzionano... non riescono a guadagnare neanche il 10-20% sul prezzo dei riformulati! Non hanno, a ben vedere, inciso nel nostro recente passato, quanto altri profumi: insomma i Lutens vintage non interessano. Come dire, 1=1 (e parliamo di Shiseido-Lutens, che due righe nei libri le ha già).
Ma capite, che è giusto così, accade quello che accade nel collezionismo di Arte.
La profumeria "artistica" NON la fa la nicchia... Non decide il grossista di profumi cosa è "arte"!
E' la storiografia e la critica che si occupano di valutare peso ed influenza di un evento, o di un prodotto! Quella gente là LI VENDE e bla bla bla. NOI li compriamo e li studiamo.
Hanno provato a comprare anche la Storia, ma è una operazione mai riuscita. Troppe tracce dei misfatti... Pochissimi critici o storici competenti.
Chi è quell'americano con studi in economia... che nel curriculum si vanta di essere un ex critico di quel giornale? Nessuno. Ma si vende bene, e lo pagano perché dica bene...
Ognuno è padrone di buttare i soldi come meglio creede, con due vocali nel mezzo...
Com'era quel romanzo? Là dove belano le pecore?
Bon, basta... il pezzo è finito, andate in pace.
Che figata...

lunedì 17 novembre 2014

Quali profumi cerchiamo e compriamo Noi. Come trovare o comprare profumi vintage sicuri. Cosa c'è da sapere e da capire per non prendere fregature.

Riferiremo (anche) di profumi corrotti, reperibili online e "nei peggiori negozi"...
Quello che stiamo facendo con i profumi in questi anni si saprà (forse) tra 5 anni... Ci siamo imposti di non parlare con nessuno di moltissime nostre attività; di natura fin troppo loquaci, servono freni, non al pettegolezzo o alla confidenza, ma ai segreti che fanno potere, ai segreti che fanno din-din (e non plin-plin)...
Ma vogliamo condividere in questa occasione alcune informazioni con voi, informazioni che riguardano i profumi d'annata, o "vintage" che dir si voglia.

Nell'ultimo anno abbiamo goduto di importanti contributi dal nostro uomo ombra. A lui va questo ringraziamento che lui solo potrà intendere.
Egli è internazionalmente noto e starà a lui dire un giorno (se vorrà gratificarci pubblicamente), perché ci ha cercati e perché ha sostenuto Noi e non altri, in questi mesi, in questa opera di comprensione profonda del mondo delle fragranze, e del business nel quale questo mondo è immerso. In questa opera (Jicky 2.0) di comprensione, e di lotta alle tante troppe falsità che inquinano Verità e Bellezza.
Oggi che Verità e Bellezza sembrano non avere ruoli nel fare profumeria e nell'argomentare di profumeria...

Nell'ultimo anno siamo entrati più e più volte in aziende che producono materiali aromatici e/o prodotti finiti (profumi, cosmetici, deodoranti, detergenti). Abbiamo altresì collaborato con l'Osmotheque di Versailles (come frazionamento di questo Blog: prudentes sicut serpentes et simplices sicut columbae)...
Siamo pieni di informazioni sconvolgenti, e ci riduciamo a post easy, facili, brevi, sapeste... specialmente nei giorni su di giri, che pena è per noi dover tacere...

Sarebbe bello essere più specifici, ma non si può, almeno per ora, almeno per quello che vorremmo poter dire e non possiamo e forse non potremo (anche in futuro) dire, tradurre in un pezzo per il Blog.

Ma, superiamo questo sfogo introduttivo e snoccioliamo cose utili a voi tutti, input che, come in apertura del pezzo abbiamo detto, riguardano il profumo d'annata.

Molti di voi acquistano profumi vecchi, interrotti, profumi da museo. Li cerchiamo anche noi con voi sapete? Siamo ingordi, ormai spendiamo in profumi attualmente sul mercato il 10% di quello che destiniamo ai profumi finiti.

Per esempio, J'ai Osé di Guy Laroche, noi lo stiamo ancora comprando. E non ce ne libereremo mai, perché volete saperla tutta? J'ai Osé è Nombre Noir di Shiseido... Anzi VALE MOLTO di più! Presto ne diremo dettagliatamente, ma fidatevi, vale molto più. E allora come mai Nombre Noir costa ancora più di J'ai Osé? E' colpa di Luca Turin, che non ha mai sentito J'ai Osé e ignora che Max Gavary ha prima creato il Guy Laroche e poi...
Ok, J'ai Osé di Guy Laroche, l'eccellenza fatta profumo. Da quando abbiamo battuto i tamburi molti pezzi sono usciti fuori, tutti si sono messi a caccia grossa, e con i pezzi conservati bene sono spuntati quelli conservati male... 
I pezzi conservati male? Quali sono (in generale) i pezzi conservati male?

I profumi temono il caldo. Ma la temperatura (freddina) ideale di conservazione qual è? Questione mai risolta. L'uso che molta gente fa del frigo è stupidotto, sarà per questo che Malle ce li tiene? Malle fa molto di peggio, ah ah ah.
In frigo si può tenere la roba nuova, ma per i profumi già vecchi non ha senso (è come chiudere il recinto quando ormai sono scappati i buoi), e si creano problemi alle guarnizioni.
All'Osmo si tengono a 12 gradi. Perché 12? Ancora oggi tra i responsabili della raccolta di originali (pochi) e ripesati (moltissimi), si dibatte. 14! no meglio 12! No, 15! Velo pietoso...

Tralasciamo gli appunti presi da studi proprio sulla temperatura e la conservazione dei materiali aromatici, i più importanti e approfonditi dei quali risalgono ormai a 20 anni fa. Ed evitiamo di perderci nelle analisi sui coefficienti di dilatazione termica.
La teoria non serve a una sega se poi ti ritrovi in mano profumi rovinati, che in quanto rovinati apportano dispiacere o fanno persino schifo!

Noi abbiamo osservato sperimentalmente quanto segue:
il clima ideale per conservare correttamente i profumi è quello (nelle medie giornaliere, mensili ed annuali) fresco e umido (NON ASCIUTTO)!

Le cantine per i vini. Le regioni d'Europa fredde/fresche ed umide.

Perché? La temperatura mite è ovvietà, non serve ripetersi. L'ambiente umido è una necessità che nel tempo si apprezza, perché? A parità di temperatura due retrobottega senza riscaldamento con identiche temperature ma diversa umidità relativa, ci hanno permesso di osservare che i flaconi negli ambienti asciutti e freschi erano evaporati e rovinati nella fragranza. Invece quelli negli ambienti umidi erano pieni e il contenuto (quello che a noi interessa di più) era perfetto, persino, dopo 50 anni, nelle note "di testa".

L'umidità relativa modula l'azione della variabile temperatura nel tempo.

Il clima secco, o asciutto tende a ritirare ed alterare le chiusure, le valvole degli spray o i gommini o sugheri dei tappi, ma problemi si riscontrano per le chiusure in vetro molato, vetro-vetro (perché, non dimentichiamolo mai, dentro il flacone c'è un liquido "vivo")...

Quando un flacone evapora, anche di poco, entra quello che è nell'ambiente, aria (non solo ossigeno). E quando entra aria si ingenerano fenomeni ossidativi.

A parità di tempo trascorso e di temperatura di stoccaggio, i flaconi in ambiente asciutto-secco tendono a perdere contenuto, in ambiente umido-molto umido no.

Se a questo fenomeno uniamo l'arcinoto effetto del caldo nei picchi di calore o nel caldo continuato, che magari non è compensato da buona escursione termica (giorno/notte), allora il casino diventa totale.

Da non trascurare la luce (i profumi adorano il buio), che in determinati casi, come il calore, altera i profumi persino nelle scatole, cioè da sigillati!

Alcuni tipi di imballaggio e di scatole non filtrano l'intero spettro della luce, e il prodotto anche in ragione di questa aggressione si altera, tanto più quanto più è intenso il fenomeno luminoso e quanto è più fragile la composizione del profumo contenuto.

Sarà un caso? Che 9 profumi alterati su 10 segnalatici da voi provengono da regioni calde, secche ed assolate mediterranee?



Spagna, Portogallo e Grecia, prendi profumi d'annata là e sono lacrime agli occhi. 

Sud della Francia, Toscana, problemi maggiori che nelle zone centro europee o del nord del nostro paese.

Lazio, Sardegna, problemi che aumentano, mediamente un flacone che per 20 anni è stato in un negozio di Roma è alterato in modo grave, voi non ve le ricordate ma il profumo le annate torride le ha memorizzate fin troppo bene...



Campania, Puglia, Sicilia, dopo 10 anni in quelle aree un profumo è KO. Tra quelli che ci segnalate, 6 profumi rovinati su 10 tra quelli che comprate su eBay e simili, vengono da Puglia e Campania.

E torniamo al discorso umidità. Le temperature asciutte mantengono le confezioni, carta e pellicole adesive o cellophane in ottime condizioni. Siccome voi non comprate profumi online, ma fotografie di scatole, certo che comprate una immagine più "nuova" di una scatola di Egoiste di Chanel conservata a Bari, rispetto a quella dello stesso flacone conservato tra gli scantinati scantinati di Mantova e i bunker Ferrara... 

E invece dovreste fidarvi... delle muffe sul cartoncino... I flaconi col cellophane in ambiente umido dopo 30-40 anni hanno fioriture di muffa sulla superficie delle scatole, più umidità più fioriture... E fioriscono bene anche sotto il cellophane; e a volte dentro le scatole i flaconi hanno chiari pittogrammi di muffe persino sul vetro! Ma vale la pena eccome, di pulire le muffette (con soluzione idonea), se il succo dentro il flacone anche grazie all'umidità, è arrivato a noi in buone od ottime condizioni! 

All'Osmo sono d'accordo con noi. Quello che conta è il profumo contenuto. Andate a vedere a Versailles, dove buttano le scatole ed i flaconi...

Quindi, se volete delle belle scatole vintage: Lisbona, Siviglia, Valencia, Marsiglia, Barcellona, Pescara, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Cosenza, Patras e Atene vanno benissimo...

Ma se cercate profumi d'annata meglio considerare, per il nostro Paese, il percorso del fiume Po come un buona linea sotto la quale procedere con molta accortezza.

Poi, perché noi non si finisca come i coglioni che leggono i codici a barre (e comprano in una diversa ottica solo scatole e involucri e non profumi, perché non capiscono un tubo di profumi), va detto, non è che... bon, prendo a Milano... quindi è buono... NO!

Domandate (e nel dubbio non comprate):

Da che negozio viene (disposto, gestito, in che modo attrezzato)? E, il venditore/collezionista dove li tiene (dove vive, in cima ad un grattacielo)? Ed è credibile, sa cosa vende? Si ha certezza che non siano profumi riciclati da una "stronza scampagnata" in un capannone-discarica-profumeria-lamiera a Caserta?

Ricordiamolo: in Germania nella primavera di quest'anno, sono volati un sacco di vintage dal sud Italia... Accanto ai venditori tedeschi buoni c'è anche qualche fornitissimo furbetto, qualche delinquente matricolato, per dirla tutta.

Non comprate profumi a prezzi stracciati, nuovi, vintage o usati.
Ricordatevi che come voi anche chi vende ha accesso alla rete, non pensate di essere voi gli intelligentoni e loro i venditori coglioni... 
Alla fine la regola è trovare gente competente ed affidabile, noi vogliamo sapere tutto di quello che compriamo, chi, come, dove, quando... E poi serve intuito, chi mette in vendita centinaia di profumi, giacche, parenti e mobili di casa, con più account, secondo voi i profumi li ha comprati per cosa? Per farci soldi.
Fanno copia e incolla dai siti online, a volte copiano anche pezzi dei nostri post. 
Sono straccioni. Per loro vendere mutande o profumi è la stessa cosa. 
E chi di voi compra da questa gentaglia, e lo sa ma si tace in cuor suo perché spera di fare l'affare del secolo (e invece si dovrebbe lubrificare la parte per ricevere la fregatura) alla fine non è tanto meglio di loro...
Questa gente che rileva tanto una lavanderia quanto una discarica, è gente a cui fanno schifo i profumi e chi li ama. 
A noi questa gente fa schifo...
Ma anche quando le cose vanno un pochino meglio servirebbe sensatezza! Parliamo di profumeria alcolica, tenuta spessissimo in negozi che fino a pochi anni fa nemmeno avevano impianti di aria condizionata! E che durante i mesi estivi stavano belli chiusi, come i forni in cottura...
Noi, profumi conservati per oltre 10 anni a Roma, per la nostra esperienza sul campo, basta... non li compriamo! Non vogliamo deprimere nessuno, ma è così.
Non si può andare a funghi in spiaggia: con i funghi di spiaggia non ci fai il risotto, al massimo ci fai una micosi...
Hai trovato una profumeria che ha d'estate la saracinesca che scotta come la piastra del McDonald's, è inutile che tu faccia ba-ba-ba per non sentire, e che tu ti convinca che quello è un igloo eschimese! Perché non lo è per niente! Quello è un forno, e quella roba è merda fritta dal calore! E tu recensisci vintage rovinati e hai 50 anni quasi, passati inutilmente...
Testa di cazzo pelata! Vaffanculo!
Scusate lo sfogo...
Noi in Sardegna compriamo straordinari formaggi di pecora. 
In Puglia olio e taralli, ma profumi vintage no... 
I Captain di Molyneux pugliesi sono ormai famosissimi...
Noi ve lo avevamo detto, alcuni hanno  pensato ma va... E poi si sono trovati in mano della roba che... che adesso è di nuovo su eBay, magari da Pavia!! Per correttezza... quando avete per le mani un profumo guasto, buttatelo... non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi, imparate dai virtuosi.



Comprare bene e comprare sicuro.
Spendete il giusto ma esigete la roba giusta.
Quindi... nel dubbio, non comprate niente.