giovedì 17 aprile 2014

Scrivere petizioni alla UE perché protegga i profumi? Essere i 3 porcellini e chiedere protezione al Lupo.


In campo alimentare avrete letto le famose dizioni, può contenere tracce di... noci, arachidi, farina, etc.
Ci sono molti cibi che danno allergia ad alcune persone sensibili, ma non per questo quei prodotti vengono proibiti o riformulati in chiave anallergica. Semplicemente lo sai e se ti fa male lo eviti.
In profumeria questo non funziona. Ma come? Ci sono etichette precise che si eseguono obbligatorie circa contenuto e soprattutto sostanze potenzialmente allergizzanti.
Se una persona è allergica a quegli allergeni (veri e/o presunti) evita quel profumo o quel cosmetico no?
No. Il muschio di quercia ad es. è allergizzante per l'Universo, peccato non sia vero e non ci siano nemmeno casi noti. Sembrano le armi di Saddam, o quelle di Assad, sembra l'atomica dell'Iran. Sono tutte scuse per attaccare. Il vero obiettivo è eliminare il nemico, si maschera poi l'operazione con altri stratagemmi.
Chi produce i profumi non ha mai chiesto a gran voce le PROVE del pericolo di determinati ingredienti, tutti hanno riformulato obbedienti. Dovete capire che si ritrovano ai parties produttori di aromachemicals, grossisti, e profumieri veri e sedicenti tali, commercianti di boccettazze, sono tutti paraculati.
Vorremmo proprio sapere se l'attuale Ceo di Piguet, che dice di amare molto Bandit (e come non approvare la scelta?) indossa il suo Banditino riformulato o la versione di Robert Piguet, che è nettamente superiore e vivace (ed ancora reperibile).
Allora la verità sui divieti ed i limiti UE/IFRA (vadano a quel paese i mezzi sofisti, non c'è contraddizione tra le due sigle), qual è?
Lo abbiamo scritto e detto già due anni fa, se fanno pasticci tipo soda caustica nei cosmetici ovvio il motivo per cui si fermano e si ritirano i prodotti. Ma in tutti gli altri casi se l'allergia non esiste sono LORO a crearla! Gli "studi scientifici" da quelli sul cancro a quelli sulle patatine arricciate, costano: servono sempre tanti soldi, perché è gente che si tratta bene, e va via dagli impianti di ricerca con le luci accese (specialmente se paga "lo Stato"); ed i ricercatori hanno in tutto il mondo la psicologia perversa dell'idraulico (la chiamata, fra poco mi paghi anche se rispondo al telefono, guardo e nemmeno mi accuccio, il problema era un niente mi paghi lo stesso), il ricercatore è così, mille pretese poco cortese, e trova sempre quello che cerca: lo stipendio, e pure i bonus extra. Altrimenti sciopera e inventa tante cazzate fino a quando passa un ministro, sale un'accisa e lui ed il resto di questa gente di "scienza" (di questa minchia) sono belli, pagati e contenti...
La "ricerca"? Sui denti!
Einstein non ha rotto il cazzo a nessuno, lavorava all'ufficio brevetti e quando tornava a casa si scervellava sulla Teoria della Relatività. 
Tornando a bomba: si DIMOSTRA che un materiale è tossico, allergizzante, etc; PERCHE' è DAVVERO un grave caso di avvelenamento di massa OPPURE PERCHE' FA COMODO, cioè SERVE che un materiale sia considerato "pericoloso".
Vale per una molecola non più coperta da brevetto, vale per un olio essenziale o un altro tipo di estrazione che sfugge alle loro regole di totale proprietà e controllo.
Non possono prevedere il prezzo che in Egitto ed India faranno loro sulle assolute di gelsomino, anzi quei produttori se ne approfitteranno pure se capiranno che il cliente necessita di molto materiale ogni anno, così cercano e trovano la via per mandarli a fare in culo... Par di vedere l'ennesimo tavolone di scienziatoni (a libro paga) che dichiarano in sede "apparentemente" neutra, che quel tale gelsomino... è molto pericoloso: allergizzante, e di peggio quant'altro!
Ne finale lo vietano: così lo interdicono a tutti. Non solo. 
In pochi anni i produttori vanno in tale miseria che alla fine piantano soia, e loro belli belli vendono a tutto il resto del mondo il nuovo e sicuro (sicuro, chi può mai contraddirli?) gelsomino replacer chimico.
Già successo, mille volte e passa. Ecco cosa c'è VERAMENTE dietro ai divieti.
Poi ci sono dei coglioni (ambosessi)... che scrivono alla UE per chiedere di proteggere i profumi, perché bla bla bla e patrimonio etc. 
Ma è gente con il cervello tarlato...

Ma allora chi la difende la profumeria?

Più o meno? Nessuno*.

Ma se l'inconsistente ODV (una sedicente istituzione che stringi stringi non esiste ed ha il valore di un criceto, sì dài... un enorme bluff) è la prima che se ne frega! Ma come? Cosa dite? Eh sì, all'Osmoteca non c'è niente. Ma come!? Se poco è niente allora...
Niente è niente.

[...].

Il Vintage ha poteri enormi, poteri che i 3 porcellini sembrano ignorare completamente...

Infatti comprano cazzate di "nicchia" che incarnano il lato più scriteriato, diabolico, sadico e masochistico della profumeria contemporanea.



*Il Vintage in perfetta forma si difende sa solo, combatte e vince [...].

Solo il Vintage (così si chiamano oggi i profumi d'annata originali) può salvare la profumeria.






IL RESTO DEL POST E' STATO TOTALMENTE AUTO-CENSURATO.

martedì 15 aprile 2014

Perché non firmeremo mai nessuna petizione "europea" a protezione dei profumi. Con nuove splendide gionte sulla "profumeria autosputtanante".


Che una grande parte delle persone siano stupide non ci vuole molto a capirlo, guarda cosa fanno e come vivono e avrai capito che di comportamenti stupidi si vive una vita.
Ma che si sia così creduloni, ingenui e ignoranti da pensare di poter "proteggere" i profumi dalle riformulazioni o dalle restrizioni IFRA scrivendo petizioni alla UE è cosa davvero insopportabile.
Noi siamo fermamente e radicalmente contrari alla UE, noi siamo da sempre contro la valuta di merda che ha affossato il nostro paese e la sua economia manifatturiera, siamo contrari alla libera circolazione delle persone e delle merci, siamo contrari alla cessione della Sovranità Nazionale ad organi transnazionali oscuri e imperscrutabili. Autoritari ma per nulla autorevoli: per noi la UE rappresenta una nuova forma terribile di fascismo, sotto uno strato di abbondante make up. 
Noi ancora inviamo maledizioni a quanti ci hanno ficcati in Europa senza il nostro consenso (non è mai stato fatto un referendum), e preghiamo di tornare indipendenti come Italia intera o bene anche come Italia a brandelli, tutto è meglio che questa merda europea.
A noi servono la lira e se possibile una prospettiva autarchica, ci serve una forte svalutazione che renda nuovamente competitivi i nostri prodotti, diversamente non ci sarà lavoro per nessuno e il futuro sarà sempre più nero e miserabile.
Scrivere alla UE è come scrivere a Babbo Natale, o al Papa (che tanto vi fanno credere ma non risponde in verità a nessuno se dietro la missiva non c'è una testata giornalistica pronta ad amplificare l'evento).
UE, Babbo Natale e Papa a volte rispondono, sì... con dei moduli prestampati, e con firme di addetti alle relazioni pubbliche...
Profumi e Parlamento Europeo: ci sono dei babbei che mandano email, o che raccolgono firme da spedire.
Quante? 50-100? 150 con quelle di Garibaldi e della nonnina inferma?
Questi sono i blogger impegnati all'estero, in Italia no, non corriamo questo tipo di rischi, da noi è già tanto se il/la blogger sa fare bocchini senza graffiare coi denti...
Sono ri-di-co-li. E pensare che c'è gente di 50-60 anni che firma, cazzo vecchi proprio per niente?
Cosa si chiede? A chi? Contro chi? Se non si sa cosa si sta facendo meglio non farlo.
Alla UE prima che questa fosse organizzata e costituita c'erano già tutti gli interessati, i potentati economici europei e internazionali. Niente si fa senza soldi, a parte il nostro Blog che è tenuto su dallo Spirito Santo...
Alla UE non si è mai fatto l'interesse dei cittadini europei! ma scusate, nemmeno vogliono sapere se ci è piaciuta l'inculata (di essere finiti in Europa senza consultazioni democratiche) o se ci va di tenere l'euro (mai visto un referendum per entrare o per uscire da questa cazzo di valuta).
Le PALLE sugli allergeni sono funzionali a profitti industriali da capogiro, non gliene frega un cazzo a nessuno di chi starnutisce o di chi muore, è una continua recita anche quella sulla salute. L'industria della sanità e del farmaco è la prima in Europa, le farmacie sono piene di farmaci pericolosi e inutili! Le cure mediche di molte patologie sono peggio che l'abbandono per strada (di molti mali si guarisce di più e meglio senza medici e senza ospedali). Nessuno vuole la vostra salute, perché loro guadagnano solo con con la vostra malattia.
Quanti soldi offrono i coglioni che vogliono difende ora la stalla? Sì, ora che le vacche sono fuggite tutte!?
Ora che i profumi migliori sono stati uccisi o mutilati cosa si vorrebbe fare?
La UE prende ordini da chi produce i materiali aromatici! Chi produce i materiali aromatici decide che cosa fa bene e cosa fa male, che cosa vietare e quando vietare. La UE che è nient'altro che un mastodonte rincoglionito gira il foglio e controfirma.
Quindi dovrebbero inviare loro insignificanti firme semmai direttamente ai signori dell'IFRA.
Ora, se i produttori impongono divieti e riformulano, se dicono e fanno quel che fanno è perché è molto conveniente.
Miliardi di euro. Fate una colletta di alcuni miliardi di euro invece di raccogliere pidocchiose firme stupidissime, e vedrete che da domattina si potrà mettere il Lyral nel biberon dei bambini appena nati e cospargersi di muschio di quercia sotto il sole.
Diranno che intossicati e ustionati erano vittime di altro, ad esempio raggi cosmici.
Ma lo capite si o no che la profumeria per chi fa profumeria ed ha un vero peso in profumeria è solo un business? L'Osmoteca di Parigi! Sabbia negli occhi! Altra puttanata.
C'è un profumiere di una casa storica di profumi che dice "oh, che insopportabili i divieti dell'IFRA, non so se obbediremo", ma obbedisce, e non solo. Incensa il boss (che i divieti li ha estesi anche ai materiali di origine animale da molti anni) dicendo "Arnault (il padrone del colosso del lusso LVMH) è un uomo favoloso, splendido, non voglio che nessuno lo critichi, non ci fa mancare niente, è un genio"... OK, profumiere belle pere, quanto ti paga? Con che soldi l'hai presa la nuova Jaguar? Dàì, che non te ne frega un cazzo dei divieti quanto sei a casa a farti il bagno nelle Jacuzzi con le iniziali tue tra gli intarsi in smalto cloisonné...
La massa dei consumatori compra quello che vogliono loro, basta insistere con pubblicità, manifesti dappertutto, testimonial veri o immaginari, premi fasulli (dei quali già vi abbiamo spiegato il funzionamento) e l'ananas diventa il profumo da uomo più venduto. Poi, per chi crede di essere più intelligente e può permetterselo hanno inventato i profumi di nicchia, che ormai vendono anche più di quelli del mercato di massa. Si vendono più Creed che Borsari, ci vuole poco a capire che la paccottiglia con le date taroccate di Creed non può certo dirsi non solo NON di nicchia ma NEMMENO esclusiva.
L'Artisan è oramai roba di Sephora, e tutta è roba di LVMH.



Il vintage rimane fuori al momento dalle reti. Il vintage disarma la profumeria contemporanea. Poiché la profumeria vive di BALLE, ne spara ogni giorno e fa COVER-UP sulla sua propria STORIA, ma non può mistificare o cancellare la realtà oggettiva: un profumo del passato è sempre imbarazzante perché può essere paragonato ad uno del presente. In questo senso lo svolgersi della profumeria, soprattutto contemporanea, è intrinsecamente AUTO-SPUTTANANTE (per non esserlo dovrebbe vivere un eterno presente, che cancellasse ogni testimone del passato): le affermazioni della profumeria di oggi sono smentite dalla profumeria di ieri.





Contro il vintage hanno recentemente arruolato (non sono note le modalità di pagamento) alcuni blogger tra cui quel cesso otturato della greca, e altri panzerotti (un ex dipendente della *******, ma anche alcune giornaliste ignoranti come la fava, che però scrivono sui giornali di moda).
Cercano di fermare la caccia ai pezzi storici con strategie sempre nuove, perché lo temono fottutamente. E il vintage è la migliore e più gratificante e potente risposta all'allarme dei coglioni che raccolgono le firme per nulla. Facciano scorta, che ancora tutto si trova. Imparino a conservare bene i flaconi, e potranno dire anche loro "chissenefrega se riformulano"...
Che riformulino! E' nel loro diritto farlo ed è utile si esibiscano nei loro precipui propositi.
Noi NON compriamo di sicuro ATTUALI Cuir de Russie, Antaeus o Fahrenheit o Givenchy Gentleman. Perché il primo Antaeus non regge il confronto con gli attuali, e vale per tutti gli altri.
Se hai 2/3 flaconi per tipo ma chi t'affonda?

Indietro non si torna, c'è da mettersi il cuore in pace.


Pensiamo a sublimi colonie come Cordon Vert di Coty (1905), con le vere infusioni di erbe o alla Eau de Cologne d'Orsay (1909) dai mille segreti che nemmeno la Coca-Cola (...), ma chi cavolo vuoi che anche volendo sappia oggi rifare le cose con quella cura, con quella prassi artigianale e con quel valore storico culturale? Nessuno.


Non si può fare nulla contro le decisioni IFRA/UE, perché sono decisioni studiate a tavolino e che si traducono in nuovi investimenti e in risparmi da miliardi di euro, si risparmi tempo per iniziative meno stupide.

Studiare, studiare e studiare! Che i siti di profumi sono aggiornati e puntuali come il culo di uno stitico.
Oh, che peccato non esiste nessun libro di Storia della Profumeria!
E' vero. Non lo vogliono. E non ci sono i mezzi e non c'è la convenienza per scriverlo (altrimenti l'avremmo già fatto finito, stampato e venduto). Mettiamo due righe su Wikipedia, andate a farvele leggere ai corsi di profumeria dopo, così i 100 euro per le nostre stronzate li prendono le solite 4 baldracche (ambosessi)...


Guerlain Limon Verde. Limonata cagliata, un sorso (ed è già finita). CLICCA QUI PER LEGGERE LA REVIEW.

lunedì 14 aprile 2014

In profumeria... al supermercato.


Oggi riassumeremo alcuni rilievi fatti nel reparto "profumi" e "cura della persona" negli ultimi mesi.
Primo grande rilievo, le imitazioni scemotte di profumi noti ormai si vendono anche in alcune catene di supermercati, si tratta di prodotti che richiamano nelle forma le sembianze degli originali, non certo di imitazioni pedisseque come quelle che si trovano su eBay e che fanno felici i gonzi degli affaroni con Chanel EDP a 50 euro (sì, sui denti)... I profumi imitazione abbondano soprattutto sotto le feste, e viaggiano sotto i 10 euro, sono prodotti discontinui, non omogenei (variano anche molto da lotto a lotto), solitamente non sono ben filtrati, sono contenuti in balocchi di vetro con le scritte coi trasferelli dorati che si rimuovono con lo sputo. Ma il succo? E' monnezza, ormai anche l'industria del falso per starci dentro dovrà risparmiare...
La classe dei materiali impiegati è borderline, ci sono preparati destinati alla detergenza e ai deodoranti per ambienti che molto diluiti finiscono in questi cocktails, la frazione aromatica è oppressa da eccipienti che normalmente non entrano nei profumi e che identificare non è difficile.
Sono dignitosi i profumetti Ulrich de Varens.
Poi ci sono i prodotti Weruska, questa compagnia ha comprato una serie di licenze per produrre Brand interrotti, ma non gli stampi esatti, non le formule.
Il risultato è disorientante per i non esperti, Basile, Capucci, Lancetti, Nazareno Gabrielli, appaiono nelle corsie in sembianze molto vicine ai colori e alle forme originali del passato, e i prezzi sono molto vari, ma sempre molto bassi, dai 10 ai 20 euro.
Peccato che dentro ci sia sempre l'ectoplasma sconvolto del profumo originale.
Sono tutti pum pum, non sono riformulati ma re-inventati.
Pino Silvestre, che non è mai stato un profumo di cui andare fieri, ormai sa di olio 31 diluito col Vetril. 



Ma c'è gente che vuole spendere poco, gente che si merita questa roba.
Un produttore di biancheria intima del nord un giorno ci ha raccontato di contatti con una catena di supermercati molto attiva nel centro-nord, era una signora molto diretta e valutati i preventivi chiese: "dacci delle mutande che costino non poco, ma ancora di meno".
Al che lui rispose "ma per spendere meno dovrei vendere mutande di plastica, non di cotone, o insomma... porcheria cinese"... E la risposta della responsabile del super che trattava l'acquisto di mutande fu: "non importa la qualità basta che abbiano una bella apparenza, importa il prezzo che deve essere basso per essere ancora più basso durante le promozioni, la gente pur di spendere poco compra anche la mer**, ci serve roba di mer**: scusa il linguaggio, noi sappiamo di comprare "cacca" ma è quello che poi la gente compra volentieri, se ne hai possiamo trattare l'acquisto".
Tornando ai profumi, come si fa a fare una colonia da supermercato?
Solitamente si compra un concentrato all'estero, di solito per spendere poco si compra in Cina.
Poi si seguono le indicazioni e si diluisce con alcool acqua e solubilizzanti per acqua (perché l'alcool costa).
Poi serve una bottiglia, si trova. al 90% sempre in Cina.
Poi si studia l'etichetta, se scrivi belle parole la gente passa la butta nel carrello e se la butta addosso a casa.
Abbiamo provato molte colonie di vari supermercati e discount.
Sono tutte porcherie. In nessuna ormai c'è governo di agrumi o lavanda, tutta roba di sintesi. E roba di sintesi messa giù così male che pare un lancio di dadi!
Una sola colonia ci è sembrata decente, al costo di 14 euro al litro, venduta col marchio di un discount del quale non faremo il nome. Molto alcool, tracce di agrumi naturali, niente trucchi "cofattoriali", e materiale aromatico chimico di qualità.
Poi abbiamo trovato una Colonia Di Ci Pi Classica (circa 16 euro al litro), praticamente analcolica, dominio di acqua e grado alcolico di una grappa ma fragranza accettabile, con tocco di vanillina come da varianti note della formula della Colonia Farina dello Zio (si è detto e non si è detto, ma uno di noi pare sia pronipote per parte di madre di quel piemontese Giovanni Maria Farina là).


Il biglietto da visita del pro-zio (nipote a sua volta dei Farina di Santa Maria Maggiore, Giovanni Antonio e Giovanni Maria)
Poi ancora abbiamo trovato una Colonia Jacklon assurda, il nome completo sul flacone è Colonia Antica, anche se è dell'altro ieri e cioè di antico non ha proprio niente. Non c'è nessuna Colonia del passato cui si riferisca nella composizione, questa roba Jacklon da 10 euro il litro non ha nessun governo di agrumi, si sentono solo aldeidi e una base confusa con molti agganci ad analoghi profili olfattivi nella detergenza domestica e professionale, con un poco di tutto a leggere l'INCI. Uno di noi l'ha provata sul dorso di una mano da un flacone senza scatola che faceva gioco di tester, ebbene? ha bestemmiato fino all'uscita e fino ai bagni.
Mezzo litro 5 euro, il produttore non ha colpe, le colpe le ha chi vuole comprare a quel prezzo mezzo litro di quella roba (e poi magari ha il coraggio di cospargersi il corpo della stessa)... Spettacoli angoscianti, vengono alla mente i bambini che muoiono di fame in Africa, ponti che crollano, Renzi alla Presidenza del Consiglio, gli snack puzzolenti al formaggio e cioccolato e persino Pompei che cade a pezzi.
Chi cerca i profumi meno costosi è quello che cerca le mutande meno costose e le macchine meno costose, ora: se è un disoccupato passi, ma se ha uno stipendio di almeno mille euro (e magari non ha figli), può iniziare a vergognarsi.
In linea di massima al supermercato per profumi noi si ride, si piange o si impreca, quasi quanto nelle profumerie di nicchia. Sono due àmbiti ben distinti, ma i punti di contatto... ci sono, e sono terribili.

domenica 13 aprile 2014

Manifesto L’Eclat Yves Saint-Laurent per le donne.

2014, anne flipo, loc dong (cin ciau lin)?

Eliotropinvanillina, un botto di cumarina, note citriche, depressione floreale scomposta, qualcosa di fruttato e tanto cashmeran.
Dopo un esordio citrico vanigliato il profumo si siede tragicomico su nota profumazione talcata della grande distribuzione. Drydown alla Spuma di Sciampagna (talco):


Loc Dong è un campione di profumi Avon, quelli sa fare! E li fa, a quanto pare, dovunque vada (per chiunque "lavori")...

Profumiere! Zappa, vanga, cazzuola o martello?

Manifesto L’Eclat Yves Saint Laurent:

Rating: ZERO


PS:
Yves Saint Laurent era così speciale! Poi però... è morto.

_______________& NOW________________


mmmmmmm...

Bvlgari. Omnia Indian Garnet, la morillata aranciomandarinosa brutta di morillas.

sabato 12 aprile 2014

Atelier Coglone Mistral Patchouli, ORRENDO.

2013

Geande cag@t* anisaldeidica con patchoulata decolorata che di tutto sa tranne che di patchouli, geraniolo ionone beta e cumarina, forse helional, più altre molecole più recenti, apertura piccante e molesta. Drydown Denim after shave musk e detergenti industriali.
Se questo è un profumo di nicchia, la Avon fa alta profumeria...

Rating: ZERO.