...CONTENTI?

domenica 28 settembre 2014

Domande e risposte II.

(Domande e risposte I).



Potreste spiegarci la piramide olfattiva, la divisione in note di testa, di cuore e di fondo?


Ve la spiegheremo in modo molto innovativo, vi diremo quello che nessuno dice. Ovvero non risponderemo come quei coglioni che tengono corsi di non si sa cosa a pagamento...

La piramide olfattiva è uno sforzo fallimentare di organizzazione del comportamento dei materiali odorosi. Da un punto di vista scientifico è una corbelleria: le più irrise tra le teorie lombrosiane sono più fondate di quelle che si usano per giustificare questo genere di classificazioni. Le note di testa non spariscono per lasciare spazio a quelle di cuore, non è un teatro di attori con l'orologio al polso!
I materiali si compenetrano e quelli definiti "di testa" solitamente non solo non sono "di testa" ma persistono e spesso plasmano e costituiscono il fondo. Jean Carles vi perse moltissimo tempo: avesse creato profumi invece di fare questi giochini da spiaggia o da cruciverba lo avremmo probabilmente apprezzato piu di quanto già lo apprezziamo (Shocking per Schiaparelli 1937, Ma Griffe per Carven 1946, Miss Dior per Christian Dior 1947)...



Nella mezza porcheria di Suskind c'è questo falso storico tra gli altri: le parole ch'egli mette in bocca a Baldini (con rif. alla suddivisione in note di T/C/F) sono pietose: quella roba non esisteva nemmeno nell'anticamera del cervello dei profumieri del XVIII secolo!
Non perdete tempo con le classificazioni, tanto più oggi che agrumi e legni sono stati rimpiazzati da molecole chimiche con ben diversi comportamenti in soluzione.
Ma si sa che con queste seghe e le famiglie olfattive, altra mazzata sugli zebedei, ci campano quelli che tengono i corsi del niente, quelli che niente sanno ma ben simulano l'onniscenza, cialtroni che formano cialtroni...


Quindi Suskind non ha influenzato le vostre scelte di dedicarvi al mondo del profumo?

Non può averci influenzato perché nessuno di noi ha mai letto integralmente il libercolo, e il film ce lo siamo passati solo due anni fa, come un qualsiasi altro file torrent. Diffidiamo di quello che piace alla massa. Perché conosciamo la massa. Suskind ha aumentato le visite a Grasseland, ha spinto molte anime confuse a fare pastrocchi e a dilapidare patrimoni: molte signore hanno abbandonato il decoupage con la carta Scottex per diventare "profumieri" (del menga) con corsi inutili di profumeria a 12 mila euro l'anno...

C'è gente che si è così gasata che ha aperto più d'un mutuo in banca per produrre profumi e commercializzarli... Quelli che quando non li caga nessuno si autoproclamano profumieri "di nicchia", perché profumieri "sfigati" fa meno chic...
Suskind era meglio se faceva un frontale a 200 all'ora contro un muro con Saviano come passeggero, un altro "scrittore" che amiamo...



Quali scrittori piacciono a Jicky 2.0?

Leggiamo molta saggistica. Storia. Testi tecnici. Botanica. Chimica dei materiali.

La Bibbia (AT per meditare e NT per sorridere), Lo Zohar (non passi scelti, tutto il Sefer ha-Zohar) , Il Corano, I Veda. Libri innominabili di alchimia ed esoterismo.
Martin Heidegger, Ernst Junger, George Byron, Italo Calvino, De Sade...
Per quanto riguarda gli autori viventi, e non sarà detto proprio per fare un torto a tutti... Nessuno.


Books (unmentionables) of Alchemy and Occultism.
A quanto pare la contemporaneità non piace a Jicky 2.0...

E' così. Viviamo in un mondo di merda (non mettere gli asterischi qui). Un mondo omologato è un mondo uniforme, senza increspature, ed un mare senza increspature è un mare morto. C'è più morte nell'aria oggi che durante la Grande Guerra. Lo Zykoln B ha ucciso molte meno persone durante gli anni del suo uso e del suo abuso, di quante ne uccide ogni anno la Grande Mela e di quante ne uccida ogni anno la Mela Morsicata. Il più grande nemico dell'umanità è rappresentato oggi dagli Stati Uniti d'America, controllano tutto. Si sparano sui piedi e danno la colpa a nemici immaginari come Al Qaeda o la versione 3.0 di Al Qaeda: l'Isis, una pagliacciata colossale. L'Europa è una loro marionetta. Non c'è nessuna reazione di fierezza, anzi, ogni tentativo di ribellione viene subito soffocato, e la scuola è il primo organo di polizia repressiva in ogni paese! Fosse per noi dopo la quinta elementare i ragazzi andrebbero lasciati liberi di decidere, fosse per noi la libertà di pensiero sarebbe una cosa vera, e non una stronzata di frase di maniera! Il genio è eccentrico, il genio è ribelle, e la società è stupida perché lo soffoca, lo uccide. Il nostro mondo salva i cani, salva i deformi, salva gli aborti ma manda a morire il genio! Noi poniamo l'essere umano al centro dell'Universo, ed in questo siamo in buona compagnia... Ma sembriamo sempre più degli alieni in un mondo che ha perso totalmente la capacità di discriminare e di valutare ciò che ci accade criticamente.

Ad esempio, i bambini sono oggi ritenuti più importanti degli adulti o degli anziani, non è mai stato così e non è accettabile, anzi è molto stupido: perché un bambino non vale un adulto, 20 anni di vita valgono in media 10 volte un bambino di 2 anni. Da un altro PDV e più semplicemente: posto che una madre non vorrebbe perdere nessun figlio, ma in cuor suo preferirebbe scegliere di avere un altro figlio due anni dopo il parto, o 20 anni dopo?
Telegiornali, quotidiani online, sono una sofferenza di imbecillità per come selezionano le notizie e le impongono a un pubblico di lobotomizzati.
Se ci interessa ancora il fatto di avere un cervello ed una coscienza... se invece siamo cani da passeggio, o bistecche, allora bene, avanti con le carni tenere... 
Idee come queste sono esprimibili, ma altre compiute manifestazioni del nostro pensiero sono indicibili, proibite da leggi cretine e da convenzioni sociali emetiche.
La società mette in prigione e perseguita chi non si fa servo delle più atroci assurdità. Non in Congo, qui. O in quella nazione di castrati che è la Germania. Oggi vincono i mediocri, si riproducono i mediocri, il mondo è finito...
Sparita è la privacy, il popolo accetta di essere schedato, spiato, controllato, comandato, dietro apparenti vantaggi, non si rendono conto che così la schiavitù è totale. 
Eravamo a Versailles due settimane e fa e dovevamo prendere un biglietto per Parigi alle macchinette, il primo è andato, gli altri due non siamo riusciti a farli perché il terminale non riconosceva più la carta, abbiamo perso 10 minuti, e perso la coincidenza, perché non avevamo i contanti... Se avessimo avuto i contanti avremmo potuto darli all'edicola... o inserirli come chi i contanti li aveva e comprava i biglietti con quelli.
Quanti contanti hai in tasca, quanti soldi veri hai in tasca, lo sai solo tu. Allunghi la mano e ne dedici. Sono tuoi fisicamente. Quando sono in una carta di credito, la banca e il governo sanno quanti soldi hai e possono decidere dei tuoi soldi, magari mentre tu da coglione te ne stai davanti a un pos che non ti riconosce! E questo sarebbe progresso!? E questa sarebbe libertà?
Google, Youtube, Facebook, etc, vogliono il tuo numero di telefono, si preoccupano che tu possa perdere la password, poverini come sono premurosi! Se gli garba come accade da qualche mese, chiedono copia del documento di identità, altrimenti ti bloccano l'account... Tutto ciò è inaccettabile, e la gente deve finirla di mandare giù e digerire ogni sopruso!


Gli animi si scaldano, che ci dite dei soprusi vecchi e nuovi in profumeria?

Beh, quelli vecchi sono già stati oggetto di nostri post. Ma vogliamo ricordare qualcosa prima di passare ai nuovi soprusi? Le aziende riformulano, ma c'è ancora chi scrive alle aziende e chiede "avete cambiato il profumo"? E la risposta, che è fornita da addetti al marketing che nemmeno sanno di cosa parlano, è sempre la stessa e ruffiana: "Gentile Cliente, la nostra azienda bla bla bla, e il prodotto è sempre lo stesso di grande qualità"... Una bella merda. 

Vogliamo parlare delle allergie? Quanta gente finita al pronto soccorso o dal dermatologo per un profumo conoscete? Noi nessuna. Esistono, ci crediamo. Ma ci sono donne allergiche improvvisamente allo sperma del loro partner... Permettete che anche nel numero di chi è allergico ad alcuni materiali sia posto un termine dubitativo: ci sono allergie psicosomatiche infatti che si curano come problemi psichiatrici prima che come problemi dermatologici (con tutta la disistima che abbiamo per quella "scienza" inesatta che è la "Psichiatria", e sin dalla notte dei tempi)...
Che dire poi di chi spaccia profumi dozzinali, vantando tradizioni o fondazioni piroteniche? Fondata nel... 1810... Perché il cliente non chiede ed ottiene prova di quanto viene affermato? Perché semplicemente non è vero. Profumieri di padre in figlio dal 1700... Ma come? Se il vero fondatore fino all'altro ieri lavorava come rappresentante di aspirapolveri e deve chiedere a sua madre chi fosse suo padre (ammesso che sua madre ricordi con chi l'ha concepito)?!
Poi c'è la moda di esibire il nome del profumiere come un valore aggiunto, ma è una frode. Perché i profumieri più celebrati di oggi, non fanno una mazza...
Ormai mettiamo il punto interrogativo a volte, ma solo per educazione... In verità sappiamo anche i nomi dei veri autori...
Ci sono alcuni profumi discretamente celebri di oggi, attribuiti a grandi nomi, che sono stati creati da ragazzi di 25-30 anni dipendenti delle grandi case di materiali aromatici. Sono sotto contratto e vincolati al silenzio, non devono fiatare, quindi noi non si dirà niente delle loro confidenze.
Ma vale anche per la monnezza, molto spesso i profumi vengono creati da gente che ha contratti a tempo determinato ed entra ed esce dal laboratorio col badge. Come detto in post dell'ultimo anno però, anche questi ghost noses stanno per sparire, perché i profumi vengono in molti casi già affidati a delle macchine che eseguono le indicazioni del profumiere in centinaia di varianti.
Poi si svolgono delle sessioni di controllo dei campioni prodotti, e si sceglie il nuovo profumo così, come a una tombola...

Mi è piaciuta la definizione che avete dato alla città di Grasse: "Grasseland", potreste dirne di più, ci siete stati? Cosa non vi è piaciuto?



Casino da una bacheca del museo del SNIP di Grasse. Lo zibetto non è un fissativo: è una importantissima parte attiva nelle composizioni, e non è mai stato considerato dai profumieri esperti di nessuna epoca "un fissativo". Se il suo ruolo fosse stato quest'ultimo, al muschio di zibetto gli avrebbero da subito preferito meno complicate cere (o grassi) animali o vegetali!
Grasse è solo una meta turistica, una cartolina sbiadita del passato ridipinta con colori fluo da perfetti imbranati. Un cadavere imbalsamato male...
Ma è vero che, alcune grandi aziende hanno loro sedi di rappresentanza a Grasse: sono i segnaposto dei big ad un ristorante al quale non arriva mai nessuno (a parte i turisti). 
Tra noi addetti ai lavori, è cosa arcinota: la dicitura "Grasse" è ingannevole, perché il materiale X proveniente da chissà quale angolo del mondo, solitamente nemmeno transita a Grasse, viene processato in centri più importanti, che nemmeno sono in Francia.
Ma se un'azienda ha una sede in quel luogo, può giocarci su...
Non è una scelta commercialmente vantaggiosa ammettere che nei profumi ormai, anche i pochi naturali che ancora si utilizzano, sono percepiti come dei fastidi: è importante continuare a recitare la parte dei coltivatori e dei raccoglitori, anche se non è vero niente...



Una via centrale appena decente poi strutture alberghiere, capannoni e spianate di cemento dappertutto, musei che ricordano la fantasia di quelli di guerra (manca una maschera antigas? la compri in Cina e ci scrivi sopra 1918 e la relativa battaglia), ma dove sono i campi di fiori? che in centro due anni fa alcuni negozi avevano avuto il coraggio di stendere tappeti erbosi di plastica! E crediamo siano ancora là... Quest'anno siamo passati tangendo l'area abitata, un rutto e via. Volevamo vedere i campi ancora coltivati, ma due parole con la gente del posto e hai capito tutto, i vecchi ti ridono in faccia... Sono 50 anni che non si pianta più niente a Grasse.
Ci sono è vero i campetti di Chanel, ma sono parte del folklore. Non vorrete mica che con un orto di rose dalla vegetazione lenta o lentissima, più piccolo del campo da calcio di un oratorio, si possano produrre assolute utili alla produzione del N° 5? Una goccia nel mare, tanto per dire "ma però ce l'ho messa", ah beh, allora va bene... 
I campi di Chanel a Grasse per singola coltura, sono estesi tanto quanto il campo di Iris Pallida e Germanica di Jicky 2.0 in località protetta nel Veneto. Con una differenza: noi non dovremmo essere nessuno... Loro avrebbero il dovere di fare di meglio...
A Grasse la lavanda cresce come a Ferrara, a Padova o a Firenze, per dispetto. E' una pianta che non richiede molte attenzioni, se a dimora nel punto giusto. Ma se volete tuberose a Grasse, povera gente, costringete l'ente per il turismo a farle arrivare nella notte dall'Egitto per infilarle nei piccoli filari che se arrivano a 20 metri è tanto... due ore prima che arrivino i turisti con l'iphone (è un turismo demenziale ma abbastanza elitario, che ha pretese culturali e persino formative: chi ci va è gente che sa come si buttano i soldi e ci va perché cerca di avere migliori scuse per guadagnarne)...



Il Killer del gelsomino di Grasse è l'Hedione, gli ultimi raccolti importanti di gelsomino di cui parlano i registri delle aziende sono attestati al 1969-1970. Perché a quella data gelsomini alternativi di laboratorio erano pronti a sostituire la roba costosa. Fu allora che Crepe de Chine (1925, quello di F. Millot, non la cagata anni '90 degli abusivi di Long Lost Perfume) scomparve, mentre decollavano i vari Eau Sauvage (1966) costruiti sul "gelsomino sintetico".
Per concludere, per noi per quel che di buono è rimasto, finiscano pure di asfaltarla...

Crepe de Chine di Millot! E' il profumo numero 1, quello che ha iniziato la collezione dell'Osmotheque! Non è così?


E' corretto, e forse non potevano iniziare con profumo migliore: è un riassunto di magia e di qualità straordinarie. Quello contiene il bel Gelsomino di Grasse perduto... Il sudore della fronte delle raccoglitrici nei campi alle 6 di mattina...

Non è solo uno dei profumi preferiti da Kerleo o Ellena. E' senza dubbio anche  uno dei nostri profumi preferiti.
E' un chypre straordinario. Ha punti di contatto con Mitsouko ma è più adulto, più prezioso anche da un PDV compositivo. Non solo, va detto che F. Millot metteva una cura nel confezionamento dei proprio prodotti che Guerlain non sempre garantiva. Di F. Millot era anche il fiore all'occhiello, era leggermente più costoso dei Guerlain ma si esportava in tutto il mondo e aveva un grandissimo successo. Mediamente oggi vale più di Mitsouko, i pezzi d'epoca sono pochi di entrambi ma quando si trova un Crepe de Chine per es. anni 60 che sia conservato bene, non in regioni assolate, lo si trova pieno. Perché il packaging dei F. Millot, la ben studiata chiusura dei loro flaconi, è ancora leggibile da noi oggi come un atto di amore per il profumo e di rispetto per il cliente a cui erano destinati. 
Molto più di un mega-profumo in una bottiglia teosofica (taglio a gemma ottagonale allungata).
Ed è come avessero pensato ai posteri, stando a quello che abbiamo potuto acquisire recentemente. 
Mentre i flaconi di Mitsouko e più in generale dei Guerlain coevi è più facile che ci arrivino evaporati e ossidati perché spesso Guerlain li tappava proprio alla ****o di **** (metti gli asterischi), e cellophane sulle scatole non ne mettevano praticamente mai...

La mia passione per Serge Lutens mi spinge a chiedervi, dove vengono prodotti quei profumi?


Ormes (Shiseido), nella Cosmetic Valley di Parigi fabbrica la maggior parte dei Lutens, ma alcuni lavori ci risulta siano stati affidati anche a Quest International (che è stata acquistata dalla Givaudan nel 2007) e Givaudan.


Nasomatto, li fa lui i suoi profumi?


No. Lui è il volto più che il naso, a noi risulta abbia un braccio destro detto "Napoleone" che è il vero profumiere, per il resto è tutto Intertrade Europe LTD (cioè non solo Nasomatto, ma Byredo, Agonist, Boadicea, Blood Concept, Bond No. 9, Nez a Nez, etc) una società "italiana" con sede nel Regno Unito, che fa studi di marketing, crea il concept e lo posiziona sul mercato. 


Pensavate che come blogger avreste avuto il successo che state avendo?

Sì, perché ponendoci direttamente contro gli altri cialtroni di blog e forum, che stavano inquinando con la loro stupidità la profumeria, sentivamo in partenza che avremmo avuto ragione su tutti loro (che ragione non avevano e non hanno). Loro erano e sono un recinto di social-asini, tutti coalizzati; e avevano più soldi di noi, ma mentre loro difendevano la loro meschinità, la loro pochezza, il loro esistere superficiale ed incolto. Noi ci ergevamo come strenui difensori del Genio, della Verità e della Bellezza. Il sacerdozio presso il culto di queste manifestazioni della Divinità non poteva infrangersi contro nessun ostacolo. Molte voci di profumeria su Wikipedia le abbiamo scritte noi negli ultimi anni, è inutile scrivere post che copiano quelle voci, uno per sapere cos'è un fougere va là e se lo legge, a noi ormai i nostri lettori chiedono a volte solo un si o un no, perché si fidano.
E' un segno di grande stima, e per noi è un motivo di forte responsabilità, molti dei nostri post potrebbero ormai essere solo grafici, perché i segni attraverso i quali traduciamo la nostra esperienza del profumo in ARTE sono comunicazione istantanea ed efficace. Alle perplessità d'interpretazione cromatica corre in aiuto la porzione di testo, con il giudizio di merito.
Eraclito diceva "uno solo vale più di 10 mila, se è il migliore": quando hai letto Jicky 2.0, di tutti gli altri, dei commenti di fragrantica, basenotes, blog e siti vari puoi fare un'unica fascina e gettarla nel fuoco. 

Pensiero conclusivo?

Non ci fermiamo un momento perché occorre migliorare sempre, e dopo ogni metro guadagnato c'è un altro metro da guadagnare, ma siamo persuasi a questo punto, di avere competenze, conoscenze e mezzi per fare cose straordinarie. 
J20 è solo la piccola punta dell'Iceberg, l'intera massa galleggiante ha il potenziale per sviluppare diversi milioni di euro.
Anche con la peggiore crisi economica. 
Riusciamo a sentire interiormente quello che le persone desiderano di più dalla vita... Allora si levasse dai coglioni quel tizio inconcludente e pernicioso, come si chiama? Babbeo... quel toscano con le verruche in faccia, sì dai... quello che basta un ago e vola via, Senato e Parlamento non ci servono... per chiuderli? Giunta Militare. Ma quale referendum? I lavandini non si sgorgano con i cotton fioc! Perfetto, vogliamo anche le dimissioni del Papa perché quello è solo un altro attore in posa per i fotografi, non è sincero e sta facendo il sindacalista, mentre dovrebbe occuparsi della parola di Dio! C'è poco da fare, saremo costretti ad assumere anche il potere temporale. 
Dateci il Governo di questo paese sgangherato, ne faremo un altro pianeta, un pezzo di cielo in terra. 
Non serviranno più profumi quando le persone saranno profumi viventi!
E assicuriamo tutti: non abbiamo nessuna intenzione di invadere la Polonia! LOL.

Ancora una! Prima nella risposta avete parlato di una coltivazione vostra di Iris... Coraggio è zona Cesarini :-)

Sì, abbiamo una coltivazione di Iris (80% di pallida/fiorentina e 20% di Germanica). La maturazione dei rizomi richiede 3-4 anni e in questi mesi stiamo lavorando il materiale stagionato (di 3 anni e mezzo fa) con risultati stupefacenti. 
Paragonato il nostro Iris J20 alla migliore concreta di IFF (LMR) non si osservano differenze! Siamo molto soddisfatti e pronti a collaudarlo in formula.



Ancora una! 

More... vediamoci ;)


Jag vill slicka din fitta...



sabato 27 settembre 2014

Domande e risposte I.


La profumeria è morta?

No, ma è in fin di vita. E' in agonia, ed è uno spettacolo così pietoso che vorremmo tanto staccare le macchine. La produzione attuale è opera di limitazione e costrizione: è pura sofferenza, per noi e per tutti gli amanti dei buoni profumi e della bellezza.

E la profumeria artistica?

Non esiste. Per fare "ARTE" servono artisti, tu vedi artisti là fuori? Tra i profumieri? MA non si rendono conto della propria scemenza, c'è un tizio indipendente, che si scatena in disegnini di fiori che sembrano fatti da un bambino scemo... Ma se non ci arriva... Se non si rende conto di essere un coglione, anche se glielo spieghi scientificamente, cosa fai? Quanto agli altri... peggio ancora. Ci sono sedicenti profumieri che non solo non hanno doti artistiche ma non hanno neppure minimi talenti artigianali! Ci sono facitori di profumi che fanno profumi alla rosa senza aver mai capito cosa sia una rosa, e che non lo capirebbero nemmeno lanciati tra i rovi... Poi si vantano di avere seguito corsi (veri o presunti tali poco cambia, LA PROFUMERIA Maiuscola NON SI INSEGNA né qui* né a Grasse né altrove). Oppure van di millanterie e allora dicono di essere questo o quello, ma sono quello che si vede, degli stronzi. Anime così brutte che non c'è photoshop che possa miracolarle...

Parigi. Siete andati da Annick Goutal?

Ah, noi la chiamiamo la G(o)uttalax... No, ci siamo passati davanti maci dava fastidio già la scritta sulla vetrina. E poi non ne hanno mai imbroccata una... Per carità... Una tale noia, perché avremmo dovuto entrare? Poco più avanti sulla Castiglione c'era Jovoy siamo andati a rimettere il panino là davanti, 

Come si è sembrato Lutens (Palais Royal)? 

Carino, oscuro, ma non funereo come Malle. Chanelloso, in fondo lo Sheldrake di Lutens è lo Sheldrake di Chanel...

Aereo... o auto?

Auto, dovevamo trasportare molta roba, e incontrare persone diverse in Svizzera (all'andata), in Francia e in Germania (al ritorno). Tra la Svizzera e Parigi c'è il nulla... All'orizzonte solo valli, colline e collinette, alcune pale eoliche schifose, un paio di centrali nucleari, qualche chiesetta abbandonata... Per fortuna i limiti di velocità non erano per noi, siamo arrivati a destinazione inseguendo il tramonto, era sempre fermo là: pareva che il sole non riuscisse a sparire al'orizzonte. 

Dalla Svizzera a Parigi in corsia di sorpasso?

Esattamente. Abbiamo contato un migliaio di cazzo di cartelli attraversamento cervi, così tanti che alla fine ci era venuta voglia di ragù di cervo o di analoga selvaggina. Solitamente nessuno di noi mangia carne, ma non per quello (non soffriamo di vegetarianesimo)... Per altri motivi...

La Francia... Parigi vi è piaciuta? 

Sì e no. Ogni volta che la visitiamo la troviamo peggiore. La Francia è ridicola, praticamente non ci sono più i francesi... E' una nazione orgogliosa che però non avrebbe motivi per sentirsi tanto fiera di se stessa, ma se a loro sta bene illudersi di essere i numero uno... Numeri uno in cosa?
Hanno una cucina di *****. Sono sporchi ma vogliono apparire puliti. Non hanno bidet: abbiamo conosciuto varie ragazze, tutte vivevano con i cani in casa, piccoli appartamenti: per i cani c'era posto ma non per i bidet: useranno i loro animali da passeggio per rimediare ai tipici problemi di quei giorni?
A noi sembra una nazione alla ricerca delle palle perdute.
A noi sembra una nazione senza attributi, una nazione fallita. Non c'è motivo per criticare l'Italia e non la Francia, ma ammettiamolo: sono due diversi casi psichiatrici. 
Parigi è una tr***, la dà a chiunque... a chiunque paghi la marchetta. E' una città superficiale, renziana e cinese...

Cinese?

L'Arco di Trionfo napoleonico sta a quello romano di Tito come un portafogli Louis-Vuitton sta a uno stampato cinese di plastica... In conclusione Parigi non vale Venezia. Parigi è un grosso zircone, ma Venezia è un diamante...

Avete stroncato un sacco di profumi recentemente, il tour parigino vi ha delusi?

Abbiamo deciso di assaggiare tutto per non sottovalutare nessuna opportunità che noi s'offre sempre al mercato (di meritarsi la nostra approvazione quando non il nostro plauso). Ci sono recensioni anche positive, ma è necessario esaminare ogni sacca di infezione dove si annidano strani babbei da forum, per incidere queste porcherie e tentare di sanare i tessuti, liberandoli dal pus. Ma se il male è più profondo... Forse sarebbe il caso di dare l'estrema unzione al paziente. 
Siamo andati a Parigi e a Versailles per verificare alcune cose, per provare tutto e per incontrare fantasmi del passato e del presente, fantasmi che contano... Non siamo delusi, sapevamo che avremmo mangiato un sacco di *****...
La cosa sconvolgente è che la profumeria in produzione che ancora si salva, è quella di 80 anni fa...
Sono gli Chanel di Ernest Beaux gli unici Chanel per i quali abbiamo aperto il portafogli, sono i Guerlain storici quelli che abbiamo chiesto in dono a Babbo Natale...
Discorsi lunghi... 

Riguardano l'IFRA?

Quando noi odiavamo l'IFRA gli altri blogger non sapevano nemmeno cosa fosse. Oggi che tutti quei pagliaccetti la detestano noi vediamo l'IFRA per quello che è realmente: l'IFRA è la profumeria contemporanea: chi odia l'IFRA implicitamente odia tutti i prodotti che seguono indicazioni di utilizzo dei materiali o normative della stessa IFRA. Mercato di massa o di nicchia non cambia niente.

Se vi chiedo di Pitti Fragranze cose mi dite?

Che non esiste. Perché non ha senso è solo un mercato invaso da miasmi di moderna robetta, è quasi tutta ***** fabbricata negli stessi laboratori, con gli stessi materiali... ma etichettata come il committente comanda.
E' una fieretta di mercanti di apparenze e di vetracci. Vai e cerca il grande pittore! Vai e troverai solo qualche imbianchino, magari con una cazzo di infarinatura in chimica dei materiali. E più sono vuoti più cercano di compensare il nulla che rappresentano, con un mare di flaconazzi pieni di ******ria, tutta roba che si venderà alla fine solo in Ucraina, o tra i nuovi ricchi della Russia putina.
Similmente ad altre fiere dello stesso "livello culturale"...(rasoterra per capirci), non offre niente che possa interessarci, ci vadano i venditori di fuffa, gli allocchi... i selfiesti... o quelli che "pagliacceggiano" su Facebook con le foto ricordo più imbarazzanti e kitsch che mente umana possa concepire...

* Versailles

Parte II:

Domande e risposte II.

venerdì 26 settembre 2014

Brigitte (Brigitte Bardot), Eau de toilette.

1966, pinco pallino.
Profumo orrendo: un aldeidato cheap lineare che ricorda la pietà compositiva di molti profumi "anonimi" degli anni '60. 
Brigitte è un profumo frettoloso figlio di non si sa chi, il boccettazzo trae ispirazione dal film Viva Maria (1965), interpretato dalla pazza, nel quale ignoto forgiatore trovò l'ispirazione per la forma del flacone a gonna scampanata con ipotesi di pizzi.
Dentro ai flaconi viene messo a quanto abbiamo potuto verificare un pasticcio aldeidato vagamente floreale, estremamente sintetico. Il vetro è abbastanza rozzo e reca una decalcomania col nome Brigitte e la dizione "eau de toilette". Solo sulla scatola si legge per esteso Brigitte Bardot. La confezione è bianca e rosa di cartoncino sottile, e non reca iscrizioni utili a capire il percorso produttivo: le garanzie di serietà del produttore paiono latitanti... Infatti questo profumo fu prodotto senza autorizzazioni, e al termine di una breve disputa legale i responsabili (che avrebbero meritato in faccia una pizza) dovettero interromperne la vendita. 
Il concept era sviluppato da cani (da amante degli animali, se l'avesse annusato... magari avrebbe potuto trovarlo anche buono)... LOL.



Impossibile... Quel "profumo" era davvero una fetecchia.

Valore collezionistico scarsissimo, limitato alla vicenda bizzarra. 

Rating: ZERO




Aggiungiamo pure che l'ex attrice Brigitte Bardot che quest'anno compie 80 anni (in quanto non ancora trapassata) e la sua misantropia tradotta in animalismo sclerotico, ci stanno abbondantemente sul *****...

giovedì 25 settembre 2014

Roberto Cavalli Exotica Roberto Cavalli for women.


Un fruttato stile Yves Rocher con una nota C-14 tediosa e una ricostruzione floreale di tiare che fa piangere da quanto brutto, fondo OUCH! (ambranato). Ti dò due euro se ti sposti.
Cavalli, se dei profumi non gliene frega niente come a noi sembra... si desse all'Ippica!

Rating: ZERO

mercoledì 24 settembre 2014

La settimana (corta) della moda...


La settimana corta della moda milanese che "non ha niente di nuovo da dire" si è conclusa, e tiriamolo: un sospiro di sollievo...
Perché avevamo intenzione di sparare granate di appunti su quello che abbiamo visto e invece non se ne farà nulla, sarebbe uno sforzo enorme e un colossale errore militare...
Ma si dica la verità: la moda non è più di moda. O meglio, quel modo di fare moda, non è più di moda.
Le giornate rimangono negli occhi per quel contorno umanoide alla Cafonal (da Roberto D'Agostino). Sia che i buffet siano in piatti di plastica (Milano) sia che i buffet siano su tovaglioli cinesi (Parigi), la tristezza è oceanica. 
Nane e allampanate si rimirano con occhi dismorfofobici, incapaci di discriminare con ratio, perché incapaci di leggere la forma e di intendere la sostanza che è nella forma.
C'è tanta gente bizzarra, deforme, superficiale e brutta da rendere vana l'opera del migliore dei visagisti; gente che si consola della propria insufficienza, nel denaro pronto all'uso. 
Ma in fondo è questa la gente che ha bisogno di questa moda, perché la gente bella di sacchi, straccetti e babbucce cretine, non ne ha bisogno.
Posto che la buona pelle è buona pelle e che la buona seta è buona seta, acclarata la qualità di un tessuto, dovrebbe essere finalmente il turno dello stilista... Ma cercare stilisti oggi è come cercare profumieri, tanti i sedicenti maestri e artisti ma pochi o inesistenti i talentuosi.
Da anni cerchiamo il talento di Prada... E siamo giunti alla conclusione che oltre al suo capitale di partenza il suo maggior talento sia "stato" sposare suo marito.
Lo strepito mediatico maggiore negli ultimi anni è quello pradiano, che può contare su risorse economiche non indifferenti. Prada è la sua pubblicità (è facile persino dimenticarsi della sua pelletteria, ma non della sua pubblicità): tutti sanno infatti che Prada è Prada ma quasi nessuno si rende conto di cosa Prada sia in Verità. Le vetrine sono ovunque, i capi sono colà esposti, per chi vive nelle grandi città è sufficiente una passeggiata per confrontarsi con la realtà del fenomeno. Prada: vecchi lavori di Elio Fiorucci o dei laboratori Naj Oleari ad almeno 10 volte i prezzi dei prodotti di quest'ultimi. Scarpe che fanno male ai piedi già solo osservandole, e sembrano pitturate dal carrozziere.
Ma non di sole pradate vive la critica.
Dolce e Banana: quest'anno hanno staccato le tende: a seconda della cameretta sono venuti fuori abiti diversi.
Roberto Cavalli... Chi?
Gucci? Ormai funziona solo quando sembra Armani.
Versace? Sempre quella la cantilena... Ridateci Gianni!
Armani è Armani, ed è tantissimo: sbaglia solo se (e quando) esce da se stesso.
Altri? Chi? I bambini? 
Restino seduti.