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sabato 1 agosto 2015

Estate maestra. Profumi "vintage", pallonari, polli e... asini.


L'afa può tornare ma a nord est dell'Italia, da 4 giorni si dorme con la copertina di lana o addirittura il piumone, perché di notte fa decisamente fresco o freddo. E di giorno si torna a percepire l'aria come cordiale, decisamente respirabile, mentre l'abbigliamento si fa meno nudo. Anche la funzione olfattiva ringrazia...

L'estate ammazza i profumi, abbiamo ragionato in questi termini l'estate di due anni fa. Ne ammazza la percezione, ma quel che è peggio, ne ammazza la fibra costitutiva.

Ed in effetti, c'è una soglia poco sopra i 30 gradi che i profumi li stermina protraendosi.

Ragione (tra le altre) per la quale, la sopravvivenza intatta di un profumo al fattore tempo, si fa assai complicata se il prodotto rimane a scaffale come se Roma o Catania fossero Trento o Venezia, sfortunatamente (per i profumi) queste differenze sono critiche ed a volte drammaticamente enormi. Senza opportuni accorgimenti, che il commerciante sino ad oggi non ha mai adottato, i profumi si alterano e schiattano, c'è poco da fare. E allora i 36 mesi sul fondo dei flaconi prendono senso. La scadenza andrebbe programmata in base a criteri luminosi e termici. E forse ci si arriverà in tempi non troppo lunghi, perché quando un grossista invia un grosso quantitativo di profumi ad Amalfi, in coscienza sa che l'azzardo c'è tutto. Ma il camion sotto il sole che viaggia verso regioni assolate con la merce a 40-50 gradi, ha senso? Ma non dovrebbero nemmeno spedirli! Per tagliare la questione di netto, nelle regioni calde e assolate la profumeria alcolica non dovrebbe nemmeno essere in vendita. Sono ovvietà che si tacciono per potere vendere. 

Oggi ci troviamo il Caleche del 1970 di Belluno che è perfetto. E il Caleche di Reggio Calabria che sa di liquore e perfetto proprio non è. E vale per ogni altro profumo, c'è quello più fragile/instabile da un pdv chimico e c'è quello più resistente ai traumi. Ma più o meno sensibile l'alterazione c'è sempre ed è drammatica perché non permette univocità di intendimenti. Il Captain che è stato maltrattato non odora affatto come quello che è stato conservato con il rispetto che si deve ai più fragili tra i naturali. E via discorrendo...

Per ora ribadiamo il consiglio, di non acquistare profumi che abbiano oltre 10 anni di vita alle spalle, dal solco pianeggiante del fiume Po a sud proseguendo. E di evitare  in questo senso totalmente la penisola iberica, la Grecia, etc. Facendo anche molta attenzione ai profumi d'annata reperibili online stanziati nel sud della Francia, il cui clima è decisamente inadatto alla conservazione dei profumi nel medio e lungo termine.

E per quel che riguarda il Nord, di fare attenzione al luogo del ritrovamento. Negozi con profumi su scaffalature a soffitto, no, follia di commercianti senza un briciolo di amore per la conservazione dei profumi! Quelli in alto sono in un forno e spesso sono pure vicini alle illuminazioni elettriche.
Negozi con vetrina irraggiata dal sole via alla larga! Tirano la tenda? Ma tirassero per sempre giù la saracinesca, vendano mattonelle...

Se si tratta di acquisti online sapete benissimo che trattasi di puttanaio, gente che compra al sud e porta a Milano o dove diavolo vive, ce n'è. Gente che ricarica con la grappa anche. Fotografie che non corrispondono. Ma anche fotografie che dovrebbero parlare per i profumi, si sa, oggi pullulano gli esperti... Nel dubbio sull'esperto, non accettate consigli da nessuno.

Prezzi. Ricordate che internet non è solo luogo di ricerca di informazioni per voi, lo è per tutti. Un buon profumo d'annata, PERFETTAMENTE CONSERVATO, DEVE costare SEMPRE, più delle versioni successive, è una legge universale. Nei termini di qualità costruttiva e conservativa possiamo affermare che il "mercato" di questi profumi è ancora abbordabile per ragioni di insipienza. Alcuni profumi d'annata sono rarissimi ed il loro valore reale è ben superiore alle quotazioni attuali anche talvolta apparentemente alte. Certo, occorre "parametrare" l'oggetto ad una serie di riferimenti che lo qualificano e che giustificano il suo "valore".
Un profumo che per qualità e rarità si vende a 300 euro, non potete trovarlo a 50 euro, né credere alla favola della vecchina eterna che vende a 90 anni profumi (senza che la GDF le abbia ancora sigillato il negozio). Il profumo che sparisce a Taranto o Napoli/Casoria e riappare come per magia presso un strambo truffatore (addobbato da collezionista) a Ravenna... balle e prezzo appetibile, troverà sempre un pollo che lo compri.
Guarda che affare... Poi arriva... e l'affare è una merda.
Le truffe abbondano, e se non è vero che un profumo che costa poco sia sempre una truffa, possiamo a ragion veduta dire che solitamente un profumo che costa poco presuppone che il venditore sappia che vale poco, o che non vale niente. Perché ha fatto la vita del rinnegato vicino alla caldaia, o perché trattasi d'ingombro senza valore.

Ora anche i truffatori in rete alzeranno il prezzo, purtroppo la raccolta di email di perizie di profumi deceduti è molto lunga e ci rende bene l'idea di come stiano le cose. La nostra fortuna è di avere consumato la suola delle scarpe in cerca di profumi quando s'incontrava solo qualche avveduto tedesco in trasferta, e di avere poi affidato il setaccio a satelliti addestrati a riconoscere i profumi secondo criteri rapidi, visivi prima che olfattivi. Oggi francamente, andare a cercare profumi nei negozi del nord, vuol dire matematicamente trovare quello che tutti i precedenti hanno rifiutato, vuol dire fermare il braccio del negoziante che li sta buttando alla discarica...

Ma chi crede alla favola della "vecchina eterna", e dell'affare online gestito da qualche ambulante malattia mitomaniaca, che ha trovato magari una catacomba di Chanel nelle viscere di Trani... si avveda della propria asinina dabbenaggine.

PS

Poi c'è l'asino scientifico. Quello che compra un profumo cotto su eBay o dal guru improvvisato di un gruppo di Facebook, e dice "ho fatto un affare, questo profumo è buonissimo ed è perfetto"...  Poi gli chiedi quanti ne abbia già sentiti e risponde: "questo ho sentito"... Ah, e quindi è "perfetto" rispetto a cosa? 

E avrete capito, una volta di più e meglio, perché non possiamo reggere un solo minuto i forum, ed i luoghi virtuali simili dove l'asino accarezzando l'asino lo fa sentire meno stupido e meno solo.

Desigual Sex (for women).


Di Desigual è irritante tutto, noi boh... 

...ma un vestito spagnolo non è come dire un vestito cinese? Un recente sondaggio inter nos si è concluso con un verdetto: "asfaltare tutto a ovest dei Pirenei". 

Siamo forme simbiotiche con i nostri profumi: temiamo il sole, non amiamo il caldo, etc. 

E qui ci starebbe bene una cosa qualsiasi. Tutto sarebbe preferibile allo scrivere di questa ***** di a-profumo (a privativo); tipo: "che camicia mettere alla cresima di Filippo"? 

Peccato non poterla spiegare, prima di stirarla...


Ssss!
Desigual ha lanciato alcuni profumi, li ha lanciati... ma si fossero rotti tutti! 
Por desgracia ... algunos han llegado a la perfumería. 

Prendiamo SEX, tondo e viola lutto con doratura opaca sul tappazzo, che pare una ghirlanda di vetro nel perfetto "i tuoi cari" style...
Ma SEX? Da ravanarsi gli zebedei antisfiga! ma a migliaia di metri dall'eccitazione.

L'irresponsabile firma è tremebonda, Daphne Bugey. Chi c**** è? 
Non vuol dire molto, ma poniamo valga qualcosa...
Ha firmato i Dsquared2 He Wood e She Wood e pure Wild (il flop selvaggio). Ha firmato molti Le Labo, un Eau d'Italie (che c**** è? non è niente, passa subito)... Custo Barcelona, persino un Byblos mai visto, forse interrotto ancor prima del lancio... Pensate i virus, che stronzi, bastava una forte infezione virale, sì da renderla anosmica, e invece no.
E oggi non l'avremmo fra le palle, e invece no. 

Sex è un bolo che non va né su né giu, plastilin-vanillinato, con ectoplasma fruttato cassis, remota base di schiff dai fiori indecifrabili... Gled assorbiodori se la cava decisamente... meglio. Ci sono i soliti iononi (do cojòni)... 

L'unica voglia che mette è di mette-rsi un dito in gola! Questi sono i profumi di oggi!
Questo viene 30 euro? E se l'avesse mollato a Le Labo sarebbe venuto 130 euro, 
e stessa *****!

Vengano pure ancora, ma vengano contro un muro!

Rating: ZERO


Gucci Bamboo, for boo...


venerdì 31 luglio 2015

Gucci Bamboo, for boo...

Il bamboo? Ma che ne sa Gucci di bamboo? mica fa l'orto... 
Mica pianta pomodori, tanto-tanto se quei markettari del marketing li vedono in pausa pranzo, a fette nelle insalate...

-Ma Gucci ha le borse!
 -Eh, avrà le borse perché ci dà troppo di manico.
-Esatto, il manico di bamboo.
 -Eh, sarà viagra...
-Certo che parlare con te è sempre un trip...


2015, NN
Bam_boh è un "floreale citrico modesto, tocco vanillinato", non troppo floreale, non troppo citrico, noioso, già sentito ove il risentire è sentirsi risentiti. Omnia Crystalline di Bvlgari, fiori inesistenti che puoi chiamare come vuoi, molto lineare, come l'elettroencefalogramma di un palo della luce, bzzz...
Alla Givaudan si facevano molte saponette lo scorso anno con questo effetto "fior di boh", avranno chiesto di spendere poco... C'è grossa crisi là fuori...

Rating: ZERO

giovedì 30 luglio 2015

Narciso Rodriguez Bleah Noir for Him...

2015, NN
Bleu Noir è un mash-up GCMS di profumi esistenti.

Un "profumo" miserabile, la facile base cedramber/iso e super + muschi (> omegapentadecalactone) che ritroviamo nel sempliciotto Terre d'Hermes o nel pessimo Declaration di Cartier. Viene facile pensare dato nome e colore a Bleu Chanel, e certamente quella composizione non è affatto lontana da quelle citate e dal soggetto della presente recensione. Ma il Narciso manca del norlimbanolo, e del bouquet aromatico dello Chanel.
Dove lo Chanel è secco qui c'è umido, e nell'umido...
Sì, perché Bleu Noir ha qualcosa che trascende la miseria compositiva, 
di veramente disastroso, di andato a male nella polpa.
Con il caldo è nefasta l'applicazione su di sé, può richiamare all'esterno, con getto a spruzzo, anche quello che avete mangiato al rinfresco nell'occasione della vostra Cresima!

Tirando le somme, insofferenza totale per Bleu Noir, insuccesso garantito.

Rating: ZERO, MA ANCHE MENO...

mercoledì 29 luglio 2015

Olympea Paco Rabanne... Ops, Panthere Cartier... Ops, Sì Giorgio Armani... Anzi, NO.

2015, qualcuno che passava per strada.
Se il flacone è l'imitazione del Panthere di Cartier dell'86 (senza se), il succo è l'imitazione del Sì di Giorgio Armani (dubbi non ce ne sono). Due esercizi impossibili senza la ormai abusata base Cassis della Givaudan.
Il profumo è un confusi fiori bianchi di plastica, sintetici e realistici alla maniera del realismo dei fiori deo per la casa, con una componente fruttata insistente e decisamente ormai noiosissima, perché dosata male, in overdose e perché accostata a soliti noti, massì vaffanculo al cashmeran! Ma basta...
C'è carta igienica al supermercato dal profumo incantevole, ti ci fermi col carello! Ma vorremo sapere chi si ferma con questa roba, che sembra l'evoluzione, o meglio, l'involuzione (in quanto non vi è miglioria sostanziale) dei profumi alla fragolina, alla pesca e lampone! Dài cazzo, quelli per la Barbie...


Replacer del musk ketone per dare polverosità, un vaffanculo di gelsomino sfacciatamente incolore non per distillazione molecolare ma per altra più semplice banale natura sintetica...
Una cosa insulsa, la degna controparte femminile di Invictus: "profumi" ideali per gente che cerca di acciuffare un gatto nero in una stanza buia quando il gatto non c'è, giusti cioè... per una lei ed un lui che scavalcano cancelli aperti... 

Sì insomma, roba per *******!

Rating: ZERO